Alessandro Basciano alla sbarra: la procura ha finalmente deciso di rompere il silenzio

Alessandro Basciano alla sbarra: la procura ha finalmente deciso di rompere il silenzio

Per Alessandro Basciano, la Procura di Milano ha fatto quello che tutti si aspettavano: ha chiesto il rinvio a giudizio. Il deejay, che probabilmente si crede una rockstar moderna, è accusato di stalking ai danni dell’ex compagna Sophie Codegoni. Già, proprio lei, l’ex concorrente del Grande Fratello Vip, che trasforma la sua vita privata in uno show permanente.

L’indagine, che in qualche modo era stata archiviata dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella e dal pubblico ministero Antonio Pansa, ha improvvisamente ripreso vita con una vigorosa richiesta di processo. Ora, come nelle migliori soap opera giudiziarie, la palla passa nelle mani di un giudice per l’udienza preliminare, perché tanto non può mancare il colpo di scena.

L’arresto da manuale dello stalking

Il nostro protagonista, deejay e influencer (la miscela perfetta per farsi notare in tempi di social imperanti), era stato arrestato per stalking il 21 novembre 2023. Ma scordatevi la lunga permanenza in cella: è stato scarcerato quasi subito. La Procura, nemmeno troppo paziente, ha fatto appello al Tribunale del Riesame chiedendo gli arresti domiciliari, su sollecitazione della denuncia dell’ex datata dicembre 2023, in cui si parlava di insulti e minacce – anche via chat, perché oggi non si scherza più.

Basciano, ovviamente difeso dall’avvocato Leonardo D’Erasmo (perché pure i peggiori meritano una difesa, si sa), è sempre stato categorico: «Assolutamente no, non sono colpevole». Più o meno quello che si dice in questi casi. Nel frattempo, è sottoposto a un divieto di avvicinamento con tanto di braccialetto elettronico, garanzia di moderna tecnologia contro l’amore ossessivo.

Telecomando umano: 50-60 chiamate al giorno

Dal magistrato Pansa arriva una perla giuridica: il deejay stalker aveva un vero e proprio telecomando umano chiamato Sophie Codegoni. La teneva sotto controllo con continuing telefonate e videochiamate, all’ordine di 50-60 chiamate al giorno. Un numero che farebbe impallidire qualsiasi call center. Ovviamente, a volte la povera Sophie non rispondeva, ma questo non è servito a dissuaderlo.

E ciliegina sulla torta, il 27 settembre 2024 a Parigi, durante un’ennesima discussione non proprio da film romantico, le avrebbe stretto il collo. Roba da tragedia greca moderna, insomma.

Per la data davanti al giudice per l’udienza preliminare, invece, ancora nessuna certezza. Per adesso possiamo solo aspettare il prossimo capitolo di questa saga giudiziaria, sperando che non diventi un classico delle cronache.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!