La star sfortunata è un giovane di appena 19 anni, che ora è ricoverato in condizioni critiche nel centro grandi ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano, con danni su oltre il 50% del corpo. I suoi illustri colleghi di 31 e 44 anni se la cavano invece con trasferimenti meno drammatici all’ospedale San Gerardo di Monza. Insomma, una passeggiata fuori dal forno.
Un episodio che si tinge d’assurdo
Il tempismo dell’incidente è stato impeccabile: lunedì alle 17, proprio durante l’orario di massima calma. I protagonisti dello show? I dipendenti di una ditta esterna di pulizie, che si stavano divertendo con un macchinario aspiratore di liquidi. Invece di aspirare, però, quel maledetto congegno ha deciso di lanciare una fiammata improvvisa, come a dire: “Ehi, volete un po’ di fuoco con la vostra routine?”.
La teoria più accreditata? Una reazione chimica tra le sostanze presenti nei laboratori e l’apparecchiatura usata durante la manutenzione. Insomma, un cocktail esplosivo non previsto dal manuale delle buone pratiche sul lavoro.
L’intervento che non ti aspetti
Le squadre dei vigili del fuoco del comando di Monza e Brianza e il 118 hanno fatto il loro ingresso in scena con tanto di sirene e panico generato. Per rendere tutto ancora più “atmosferico”, è intervenuto anche il nucleo speciale NBCR (nucleare, biologico, chimico, radiologico) di Milano, per mettere in sicurezza quella sorta di set horror strettamente collegato al trattamento di materiali potenzialmente letali.
I protagonisti non finiscono qui: carabinieri di Agrate e tecnici dell’ATS sono impegnati nell’autopsia burocratica dell’accaduto, ovvero nei rilievi che dovrebbero chiarire la dinamica dell’incidente e, di conseguenza, attribuire le colpe. Perfetto, perché non c’è nulla di più rassicurante della ricerca spasmodica di un colpevole quando si parla di sicurezza sul lavoro.



