Adyen si schianta in borsa perché la crescita dei ricavi è meno magica del previsto

Adyen si schianta in borsa perché la crescita dei ricavi è meno magica del previsto

Il colosso olandese dei pagamenti Adyen ha visto il suo titolo sprofondare fino al 20% dopo aver annunciato previsioni di ricavi netti e volumi di transazioni leggermente inferiori alle aspettative, regalando così un bel regalo di conforto agli azionisti. Prevedendo una crescita dei ricavi netti tra il 20% e il 22% per il 2026, ha deluso gli analisti, che speravano in un roseo +22,8% secondo le stime di LSEG. Che novità, un’azienda che prevede una crescita “sotto le attese” e gli investitori che cadono dalle nuvole…

Adyen ha tentato di rassicurare gli azionisti con un comunicato ottimistico, citando un robusto portfolio clienti e l’incremento costante del gruppo 2025, “una solida base per l’anno a venire”. In pratica, traducono “andrà più o meno tutto come previsto, ma non aspettatevi miracoli”. Il volume di mercato, poi, dovrebbe restare sostanzialmente invariato rispetto al 2025, giustificando questa monotonia con l’immancabile “incertezza macroeconomica” che oramai è il mantra preferito di tutte le società finché non sanno cosa dire.

Nel secondo semestre dell’anno, Adyen ha processato pagamenti per 745,3 miliardi di euro, incredibilmente sotto la stima di 771 miliardi di euro stimata da KBC Securities. Qualche dettaglio in meno che ha fatto perdere una bella percentuale di valore alle azioni, che si sono ridimensionate del 16% in una sola mattinata di contrattazioni, portando il crollo da inizio anno al medesimo 16%.

KBC Securities ha commentato con la freddezza di un critico d’arte impressionista, osservando che “i risultati di oggi e l’outlook per il prossimo anno sono tutto sommato accettabili, ma probabilmente non basta per invertire il sentiment estremamente negativo che attualmente grava sul settore dei pagamenti”. Una maniera gentile per dire che il mercato è scettico – o forse più semplicemente deluso.

Ricavi e dinamiche regionali: un quadro poco esaltante

Facendo un salto alle performance finanziarie, Adyen ha comunque registrato un aumento dei ricavi netti del 17% su base annua, raggiungendo quota 1,27 miliardi di euro. Sia EMEA che Nord America hanno contribuito con una crescita del 17%, ma aspetta, non tutto è roseo come sembra: la crescita è stata moderata dal rallentamento delle vendite online in Asia-Pacifico e da un indolente dollaro statunitense più debole.

Nel dettaglio, i ricavi netti da clienti APAC sono cresciuti solo del 14%, spinti principalmente da “relazioni più profonde” con clienti già esistenti. Il che tradotto significa poche nuove conquiste e affidamento sulle collaborazioni stabili, un po’ come andare avanti con il pilota automatico senza rischiare troppo.

Insomma, i ricavi netti per il secondo semestre sono stati in linea con le attese degli analisti, ma se consideriamo che nell’agosto 2023 il titolo era già precipitato del 39% dopo aver comunicato un primo semestre deludente, sembra che il terreno sotto i piedi di Adyen rimanga tutt’altro che stabile.

In definitiva, mentre l’azienda continua a giocare con numeri e previsioni da “tutto sotto controllo”, il mercato risponde con un plateale gesto di stizza. Forse l’unico modo per vedere se queste previsioni reggeranno sarà aspettare il prossimo trimestre, sperando che le sirene del mondo fintech smettano di suonare l’allarme rosso.

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