Addio al dottor Maurizio Viecca l’eroe mancato del Covid con il suo famoso protocollo che nessuno ha seguito

Addio al dottor Maurizio Viecca l’eroe mancato del Covid con il suo famoso protocollo che nessuno ha seguito

Un altro colpo al cuore di Milano arriva con la notizia della scomparsa di Maurizio Viecca, il direttore del reparto di cardiologia dell’ospedale Sacco. Definito dall’Asst Fatebenefratelli Sacco come “primario, cardiologo e professionista di grande valore umano e clinico”, il suo addio lascia un vuoto tanto grande quanto la sua fama.

Chi era davvero Maurizio Viecca?

Maurizio Viecca non sarà ricordato solo come un primario con una camicia bianca impeccabile o come un cardiologo tra tanti. No, durante la pandemia ha guadagnato un posto speciale nella storia medica contemporanea con il cosiddetto “protocollo Viecca”, un’invenzione quasi magica per la cura del Covid, che – con tutta la modestia che lo contraddistingueva – è diventato virale anche sui social, dove raccoglieva seguaci interessati alla buona scienza e non alle solite bufale.

Nel 2003, perché limitarsi alla medicina quando si può diventare filantropi? Viecca fondò la Fondazione Un Cuore per Milano, un’iniziativa che suona quasi come uno slogan pubblicitario ma che voleva difendere il diritto alla salute come qualcosa di più di un lusso da pochi eletti. La Regione Lombardia, in una mossa di evidente lungimiranza, gli ha riconosciuto ufficialmente questa fondazione, che nel 2025 si è trasformata nell’ancora più ambiziosa Fondazione Viecca Un Cuore per Milano ETS: un baluardo della speranza per chi pretenda che la cura sia accessibile e non un privilegio da VIP.

Un curriculum di tutto rispetto… e non solo sulla carta

La carriera di Viecca parte con una laurea all’Università di Milano nel lontano 1983, proseguendo con una specializzazione a Pavia – perché l’eccellenza è una faticaccia da meritarsi. Nel tragitto professionale, spicca il suo passaggio presso il Monzino, l’ospedale San Raffaele e, ovviamente, il Sacco, dove si è piazzato dal 1987 fino agli ultimi anni.

Non è mancata anche una parentesi accademica come docente all’Università di Milano, perché cosa è un medico senza qualche lezione da impartire agli studenti? D’altra parte, dare un minimo di speranza e competenza futura agli aspiranti medici faceva parte del suo ideale di medicina come bene comune. Peccato che ora mancherà proprio lui, l’artefice, il maestro, il cuore pulsante dietro tante promesse di salute.

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