Il mondo del calcio piange la perdita di Rino Marchesi, ex allenatore di Serie A e artefice di imprese memorabili (almeno per chi apprezza le contraddizioni) con squadre come Napoli e Juventus. Il club partenopeo è stato così gentile da annunciare la sua morte all’età di 88 anni con un messaggio di cordoglio praticamente trasparente, pubblicato sul proprio sito ufficiale.
Nel comunicato ufficiale si legge con la solita pomposità che «il presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista» che ha guidato gli azzurri tra il 1980 e il 1982, oltre che dal 1984 al 1985. Insomma, un uomo che ha fatto la storia e ce la ricordiamo benissimo, soprattutto per aver sfiorato quel leggendario Scudetto che mancava davvero da troppo tempo.
Nato a San Giuliano Milanese, da calciatore Marchesi si è impratichito con la maglia di club così esotici come Atalanta, Fiorentina e Lazio, prima di concludere la carriera nel meno noto Prato. La stagione 1960-1961 brilla nel suo palmarès con un double di quelli che contano davvero: la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe, conquistate proprio a Firenze.
Non possiamo però dimenticare il suo modesto contributo alla nazionale italiana, con ben due presenze a testimonianza di una carriera internazionale che, diciamo, non ha fatto scalpore. Esordì addirittura in un’amichevole a Firenze il 15 giugno 1961, quella partita contro l’Argentina terminata 4-1 per gli azzurri, momento senza dubbio indimenticabile – perlomeno per lui.
Come allenatore, partì dal modesto Montevarchi nel 1973, dando il via a un trekking che lo avrebbe portato a guidare fiere provinciali come Mantova, Ternana, Avellino, Como, Udinese, Venezia, Spal e Lecce. A far guadagnare un po’ di luce a questa lista da “diversamente blasonati” c’erano però pure club di prestigio come il Napoli, l’Inter e la Juventus.
Il suo momento top, o meglio l’occasione più degna di nota, arrivò nel 1981 quando riuscì a portare il Napoli ad un onorevole terzo posto, sfiorando per un soffio il primo Scudetto della squadra. Per chi non lo ricordasse, fu anche il primo allenatore italiano di Diego Armando Maradona, che nonostante tutto non fece miracoli sul campo giovanilmente guidato da Marchesi.
Passando alla sua esperienza con la Juventus tra il 1986 e il 1988, non c’è molto da celebrare. La sua gestione al massimo può essere definita… interlocutoria, soprattutto tenendo conto che la gloriosa squadra era ormai all’epilogo del ricco ciclo legato a Michel Platini. Risultati degni di nota? Evitiamo l’imbarazzo e passiamo oltre.
L’apice del successo “purtroppo” rallentò con la brutta retrocessione del Lecce in Serie B nel 1994, che di fatto mise la parola fine alla sua carriera da allenatore. Un epilogo così edificante che ci ricorda quanto il calcio, come la vita, sia pieno di momenti gloriosi e cadute rovinose, a seconda dalla prospettiva scelta.



