Addio a Lucia Ronda, 111 anni di pazienza sopportando il mondo: quarta donna più vecchia d’Italia ci lascia senza parole

Addio a Lucia Ronda, 111 anni di pazienza sopportando il mondo: quarta donna più vecchia d’Italia ci lascia senza parole

Lucia Ronda aveva ormai sfiorato i 112 anni, traguardo che avrebbe raggiunto tra un paio di mesi, ma la sorte ha deciso di metterla a riposo nella casa per anziani di Pavia, dove trascorreva gli ultimi anni della sua epopea. Originaria di Casalmaggiore, quel piccolo angolo del Cremonese che ha dato i natali alla quarta donna più longeva d’Italia e alla signora più antica della Lombardia, Lucia se ne è andata senza troppo clamore, lasciando dietro di sé una vita che di certo non si può definire monotona.

Nata l’ormai lontano 22 aprile 1914, questa supernonna non era un semplice sopravvissuta al tempo, ma un’autentica artista. Diplomata all’Accademia di Brera, sì proprio quella famosa che vanta nomi immortali, ha avuto il piacere di lavorare con il maestro Luciano Minguzzi per una delle porte del Duomo di Milano. Altro che passare il tempo guardando il soffitto: la nostra signora ha forgiato arte e cultura, insegnandole inoltre in giro per l’Italia, da Liguria al Molise, senza mai dimenticare le sue radici parmigiane.

Diplomata al liceo artistico Toschi di Parma, Lucia ha vagato per la penisola portando colore e creatività, una missione più che lodevole. Nel frattempo, però, ha vissuto anche due guerre mondiali. Perché attendere Netflix quando ci si può accontentare di una bella tragedia storica in prima persona?

E come se non bastasse, a 106 anni, nel 2020, la sua immortalità ha raggiunto un nuovo picco: è stata la più anziana guarita dal Coronavirus, un’impresa che fa sembrare i supereroi dei fumetti quasi banali.

I funerali saranno celebrati il 17 febbraio a Casalmaggiore, la stessa terra che l’ha vista nascere, e che ora la accoglierà per il meritato riposo. Un’ultima dimostrazione che, dopo una vita da artista e insegnante, il sipario si chiude solo quando la storia non ha più nulla da raccontare. E lei, credetemi, ha scritto molto più di chiunque altro di noi.

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