L’attore statunitense James Tolkan, icona del cinema anni Ottanta celebre per i suoi ruoli da “figura autoritaria con la puzza sotto il naso”, se n’è andato serenamente all’età di 84 anni a Saranac Lake, nello Stato di New York. A rivelarlo, perché altrimenti la notizia sarebbe passata inosservata, è stato un portavoce della famiglia. Un vero colpo di scena, vero?
Se siete cresciuti con la trilogia di Ritorno al futuro, allora ricordate bene il tenebroso preside Strickland, il cui motto soffocante contro gli “sfaticati” (“slackers”) è rimasto scolpito nella memoria di tutti. Chi poteva dimenticare quella voce roca e severa che spaventava persino i più coraggiosi adolescenti a bordo di una DeLorean? Il suo impagabile terrore di qualsiasi forma di trasgressione scolastica resterà nella storia. Una specie di incubo pedagogico in celluloide, insomma.
Non meno celebre è stato il suo ruolo da comandante inflessibile in Top Gun, dove ha dimostrato come mettere sotto pressione il giovane e sbarazzino Tom Cruise possa essere un’arte alta quanto quella del volo acrobatico. D’accordo, non faceva fretta al Maverick (come lo chiamavano tutti), ma il suo cipiglio severo ha sicuramente aiutato a preparare il terreno per un film che ha fatto sognare una generazione intera… o forse solo i neofanatici degli occhiali da aviatore.
Durante la sua lunghissima carriera, Tolkan ha fatto la sua figura anche con i pesi massimi del cinema americano. Ha collaborato con il leggendario Sidney Lumet in ben tre pellicole, tra cui Serpico al fianco del mitico Al Pacino. Se fate mente locale, forse vi ricorderete di lui in Il principe della città e Sono affari di famiglia, titoli che confermano la sua predilezione per interpretazioni cupe e autoritarie.
Nel curriculum non mancano neppure “chicche” come WarGames – Giochi di guerra, Amityville Horror e Dick Tracy. In quest’ultimo film, Tolkan vestiva i panni del contabile corrotto “Numbers”, un tipo tanto sporco quanto indispensabile al boss Big Boy Caprice. Per far capire a tutti la sua versatilità, l’attore è persino passato a ruoli più leggeri, come Napoleone nella commedia “Amore e guerra” diretta da Woody Allen. Sì, avete letto bene: se c’è qualcosa che questo signore severo non sembrava poter fare, beh… era proprio farsi una risata davanti alla telecamera.
Originario di Calumet, nel Michigan, nato il 20 giugno 1931, Tolkan ha affinato l’arte della recitazione presso l’Actors Studio a New York, sotto la guida di guru del metodo come Stella Adler e Lee Strasberg. Un’accademia per dar vita a quei personaggi che rispecchiavano il lato oscuro della rigidità umana, quelli che ti fanno venire voglia di fuggire a gambe levate dalla scena… o almeno dal cinema.
Non un semplice attore da grande schermo, ma anche un fedele del piccolo e grande palcoscenico: a Broadway, infatti, Tolkan è stato protagonista della prima rappresentazione di Glengarry Glen Ross negli anni Ottanta, un gioiellino teatrale in cui dimostrava anche un certo talento sopra le tavole (o forse era solo quel cipiglio implacabile a fare colpo).
Se qualcuno pensava che il suo ruolo fosse fine a se stesso, si sarà dovuto ricredere vedendo Tolkan spingersi nelle serie televisive più iconiche degli ultimi decenni, come Miami Vice, Willy, il principe di Bel-Air e Mai dire sì. Insomma, una versatilità da far invidia a chiunque, se si considera che era riuscito a passare con impressionante naturalezza da un “sergente cattivo” al vicino di casa comico, e vivendo tutto senza mai perdere quel suo sguardo minaccioso, ovviamente.
Tolkan lascia la moglie, Parmelee Welles, incontrata in una scenetta off-Broadway negli anni Settanta, una storia d’amore che almeno sul palco e fuori è durata più delle sue varie inflessibili interpretazioni. In segno di rispetto e forse per ingannare la tristezza, la famiglia ha scelto di suggerire che in sua memoria vengano fatte donazioni a favore dei rifugi per animali. Perché si sa, quando un severo dragone del cinema se ne va, il modo migliore per onorarlo è favoreggiare chi ha bisogno di qualcosa di più tenero e indifeso di lui.



