Negri, 83 anni portati con quel garbo milanese che tanto piace in città, era un vero e proprio monumento vivente del giornalismo e del sindacato. Tra i vertici di Stampa Democratica e consigliere della Federazione Nazionale Stampa Italiana, il nostro ristretto eppure mitico veterano aveva da tempo accettato la sua condizione di malato. Ultimamente si era messo in gioco con un’altra lodevole missione: coordinare gli enti di categoria della stessa Federazione. Una specie di direttore d’orchestra della sindacalistica giornalistica insomma.
“Un uomo di dialogo e di unità”
La segretaria della Fnsi, Alessandra Costante, non ha potuto esimersi dal versare qualche lacrima – o almeno così ci dicono – pronunciando parole dolci, quasi commosse, sullo storico compagno d’avventure:
Alessandra Costante ha detto:
“Stanotte ci ha lasciati un amico, Giovanni Negri. Giò è stato tanto per il nostro sindacato: presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, leader della componente Stampa Democratica, e negli ultimi tempi presidente del Coordinamento degli enti della nostra categoria. Ma soprattutto, Giovanni è stato un uomo di dialogo e di unità, un ponte tra le componenti e un appassionato sindacalista. Per me, un amico.”
Che dire? Un modello di armonia e concordia in tempi dove l’unità sembra un lusso raro quanto la pazienza di ascoltare un comunicato sindacale senza fare sbadigli. Le esequie – per chi volesse rendere omaggio a questa leggenda lombarda – si svolgeranno lunedì 13 aprile alle 14.45 nella basilica di Santa Maria Incoronata, proprio in corso Garibaldi a Milano. Segnatevelo, se amate i rituali alla buona vecchia maniera.



