Accordo geniale per proteggere gli adulti indifesi: perché non ci abbiamo pensato prima

Accordo geniale per proteggere gli adulti indifesi: perché non ci abbiamo pensato prima
Parlamento Europeo e rappresentanti della Commissione Europea hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle nuove norme che dovrebbero garantire un aiuto un po’ più concreto agli adulti che hanno bisogno di una mano – intendiamoci, mica una scusa per stare a poltrire – in questioni spinose come assistenza medica, domicilio, questioni immobiliari o gestione del patrimonio in casi transfrontalieri. Che sia chiaro, però: matrimonio, successioni, sicurezza sociale e obblighi di mantenimento restano fuori da questa favola europea.

A quanto pare, da oggi in poi l’adulto in difficoltà potrà pianificare in anticipo come vuole essere sostenuto, magari prima che la sua capacità di badare a se stesso diventi un lontano ricordo. Le nuove regole definiscono quale ordinamento giuridico deve intervenire quando i casini varcano i confini e – ciliegina sulla torta – garantiscono la “rispettosissima” volontà dell’interessato. E per fortuna, una misura adottata in uno stato membro non richiederà un’infinità di carte e giri burocratici per essere riconosciuta in un altro, sebbene ogni paese possa tirarsi indietro se l’adulto non ha avuto una “vera e efficace” possibilità di farsi sentire. Evviva la giustizia senza confini, ma senza troppi grattacapi!

Ah, non pensiate però che si lascino gli adulti soli nella giungla administratica: i deputati europei hanno avuto la brillante idea di imporre agli Stati membri di fornire supporto adeguato e informazioni complete. Davvero, ci saranno guide pratiche ma anche schede informative che però lasciano un po’ quel senso di “leggere il libretto di istruzioni per sopravvivere agli apparati statali”.

Certificato Europeo di Supporto e Rappresentanza: la bacchetta magica

Finalmente, un certificato europeo! Gli adulti nelle condizioni di dover chiedere aiuto potranno domandare un “certificato di supporto e rappresentanza” valido in tutta l’Unione – perché nulla dice “coesione europea” come un pezzo di carta che ti accompagna ovunque.

Il certificato servirà a dimostrare che la persona designata ha l’autorizzazione a rappresentare o assistere l’adulto, e i nostri cari europarlamentari hanno avuto un sussulto di generosità: sarà emesso gratuitamente oppure richiederà una tariffa che non superi i costi amministrativi per produrlo. Si spera anche in un formato digitale, quel magico mondo dove le scartoffie si disperdono meno facilmente… forse.

Per non perdere tempo a mescolare ancora di più le informazioni, hanno deciso di cancellare i registri interconnessi ma, chissà con quale brillante soluzione tecnica, rinforzare la comunicazione elettronica tra autorità e cittadini. I miracoli europei.

Yana Toom, relatrice del testo, ha commentato:

“Stiamo rendendo la vita più facile agli adulti che necessitano protezione o supporto in un altro Paese. Con queste nuove regole, il Parlamento punta a garantire certezza legale e il massimo rispetto per i diritti umani, in particolare il diritto al riconoscimento paritario davanti alla legge.”

La mossa successiva, come sempre, sarà aspettare che il Parlamento e il Consiglio diano la loro benedizione finale. Solo dopo, il regolamento entrerà in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, o come amano chiamarla, il grande libro delle promesse che fanno brillare gli occhi all’inizio e stancano i riflessivi a metà mandato.

Un passato da gigante buono

Questa nuova normativa prende spunto dalla Convenzione sulla Protezione Internazionale degli Adulti, adottata dall’importantissima Conferenza dell’Aja sul diritto internazionale privato (HCCH 2000), quel grande archivio di leggi e regolamenti che ha fatto il mestiere sporco per decenni presidiare la cooperazione giudiziaria internazionale. La speranza è di colmare le lacune imbarazzanti che ancora esistono tra i paesi UE, dove troppo spesso i sistemi giuridici parlano lingue diverse persino quando si tratta di proteggere la stessa persona.

Insomma, per una volta, la burocrazia europea si è data da fare per vendere al cittadino un pacchetto tutto incluso che promette supporto, legalità, diritti e praticità. Ora non resta che vedere come si tradurrà tutto questo nella realtà, perché sappiamo tutti quale sia la vera arte della politica comunitaria: trasformare norme infiocchettate in un sudoku amministrativo che si risolve solo con pazienza – o con un buon avvocato.

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