Che sorpresa: il ministro della Giustizia Carlo Nordio, fresco fresco dalla Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina a Roma, ha deciso di intervenire sul caso Almasri, quel piccolo dettaglio che ha infiammato i giornali di regime nelle ultime ore. Ovviamente, come ogni uomo delle istituzioni che si rispetti, ha scelto la formula magica del “riferiremo in Parlamento quando sarà il momento”. Tradotto: “Non chiedeteci nulla fino a quando non ci farà comodo.”
Avvistato mentre faceva il suo ingresso trionfale all’evento, Nordio ha dichiarato con la consueta trasparenza che “gli atti che abbiamo smentiscono totalmente quanto è stato riportato, non so come e perché, dai giornali”. Insomma, un bel tour de force della realtà alternativa: a quanto pare, né lui né il suo staff erano informati da subito dell’arresto del “mitico” generale libico Almasri. Ma chi può davvero crederci?
Ah, la meraviglia della “trasparenza istituzionale”! L’importante è che le carte smentiscano ogni tipo di scoop, anche quando sembra che le fughe di notizie siano più copiose di un rubinetto rotto. E mentre la conferenza va avanti, qualcosa ci dice che questa storia non finirà così facilmente nel dimenticatoio.
Nel frattempo, il pubblico di politicanti, giornalisti e curiosi resta con il fiato sospeso, in attesa della prossima replica, certamente scintillante, del nostro Ministro. Perché la verità, si sa, ha bisogno di tempo per farsi strada… oppure per incartarsi nel burocratese di Palazzo.


