A gennaio 2026 a Bolzano si inaugureranno due gemme dell’innovazione cittadina: i progetti “Controllo del vicinato” ed “Economia della Notte”. Con un tocco di modernità che fa davvero perdere il fiato, il sindaco Claudio Corrarati ha annunciato tali iniziative subito dopo una riunione della giunta comunale. Il primo progetto, il “Controllo del vicinato”, è una sofisticatissima forma di sicurezza partecipata pensata per prevenire il degrado urbano. Un’idea geniale nata dalla collaborazione ammirevole tra il Questore di Bolzano Giuseppe Ferrari, la Polizia locale e tutte le altre forze dell’ordine, che chiaramente non volevano perdersi questo spettacolo.
Per attivare il tutto, seguiremo un percorso ricco di tappe burocratiche da far impallidire un romanzo di Kafka: prima l’approvazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, poi la sacra firma del protocollo con il Commissariato del governo e Vito Cusumano, senza dimenticare la promozione pubblica attraverso assemblee civiche – perché si sa, cosa c’è di meglio che riunirsi e parlare di sicurezza? – la raccolta delle adesioni, la formazione di gruppi e un monitoraggio che farà sembrare Big Brother un dilettante.
Gruppi e coordinamento: la nuova frontiera del vicinato ostile
Ovviamente, il cuore pulsante del progetto sarà il coinvolgimento delle anime viventi (quasi un miracolo) residenti nelle varie zone della città. Questi cittadini modello saranno suddivisi in gruppi da veri detectives, pronti a segnalare alle autorità tutto ciò che sembra anche minimamente sospetto, un tantino strano, o addirittura un po’ fuori posto. Parliamo di situazioni inusuali, persone “in difficoltà” (chiunque esse siano), o i soliti segnali di degrado urbano che tutti ignorano con maestria.
Claudio Corrarati spiega, con la solita modestia che lo contraddistingue, che ogni gruppo avrà a capo un referente, ovvero il fortunato prescelto che fungerà da ponte tra i cittadini spioni e le forze dell’ordine, quelle stesse che nel loro tempo libero si dilettano nel controllare la città e nel fare formazione ai futuri protagonisti di questa sorta di “ronde” non-ronde. Che sollievo sapere che non saranno esattamente ronde, ma quasi!
Non mancheranno neanche cartelli informativi sparsi per i quartieri, perché quando uno si aggira per la città dovrebbe proprio sapere che ogni angolo è sotto osservazione. Inoltre, saranno creati strumenti di comunicazione diretta – forse dei walkie-talkie? – per mantenere la sacra connessione tra i gruppi di sentinelle e le autorità. In un finale degno di un discorso motivazionale, Corrarati sentenzia che “la sicurezza è un bene comune, da costruire insieme grazie a collaborazione, consapevolezza e responsabilità condivisa.”
Tradotto: se la sicurezza non te la costruisci da solo, chi lo fa? E se pensavate che la cosa finisse qui, aspettate di scoprire il ruolo patetico e fondamentali dell’“Economia della Notte”, che dovrebbe trasformare Bolzano in una metropoli vibrante… o almeno provarci.
Nel meraviglioso mondo della sicurezza urbana, ecco arrivare il progetto “Economia della notte”, la nuova trovata per trasformare le ore buie in un paradiso di analisi e pianificazione strategica. Dimenticate quelle noiose notti silenziose: ora la sera e la notte devono diventare protagoniste indiscusse della città, perché si sa, l’essenza di una metropoli si misura da quanto riesce a far festa dopo il tramonto.
Il sindaco, ovviamente, ci illumina con la sua verità: «La notte, sempre più al centro delle dinamiche cittadine contemporanee, è ormai uno spazio identitario delle città, capace di esprimere vivacità culturale e di attrarre segmenti attivi e creativi della popolazione». Tradotto: più gente incosciente in giro, più cultura e creatività, perché chi non è uscito a fare baldoria dal tramonto in poi semplicemente non conta.
La ciliegina sulla torta? Tutto questo inizierà a settembre con l’installazione di schermi giganti in alcune piazze, partendo da Piazza Matteotti. L’obiettivo è seguire in diretta le finali dell’importante concorso pianistico internazionale “Ferruccio Busoni”. Perché cosa c’è di meglio che mescolare la raffinatezza della musica classica con la movida notturna? Sicuramente un’accoppiata vincente per chi ama il bufala e l’ironia.


