È davvero confortante sapere che in queste imprese degne di un romanzo noir nostrano, si finisce nel fiasco a tre: tre ineffabili indagati che, nel tentativo di salvare la pellaccia o forse solo per prendere parte al circo mediatico, sono ora accusati di favoreggiamento. Ovvero, aiutanti non proprio inconsapevoli di chi ha scelto di sfidare la legge e le forze dell’ordine in modo così plateale.
Il retrò spettacolo dell’inseguimento
Il dettaglio più interessante di questa saga è che Berisha non era neanche un membro eroico della polizia o un agente segreto, ma semplicemente un ragazzo a bordo di un’utilitaria a noleggio. Un piccolo dettaglio sorprendente per un inseguimento che ha purtroppo portato a conseguenze estreme. L’auto a noleggio, probabilmente più agile di molte promesse governative, ha spiccato il volo oltre un posto di blocco. A quanto pare, la legge in questa corsa è stata lasciata fermamente indietro.
Nel frattempo, gli spettatori più attenti avranno notato il curioso fatto che mentre alcuni indagati sono accusati di favoreggiamento, altri si interrogano sulle modalità e responsabilità, creando un’atmosfera carica di ipocrisia e ambiguo mistero. Che, detto sinceramente, sembra più una sceneggiatura da serie tv che un capitolo reale della nostra giustizia.
La morte dell’agente Imprezzabile dovrebbe servire da monito, invece rischia di diventare solo l’ennesima parentesi di una storia mal raccontata e, soprattutto, mal gestita dagli apparati istituzionali preposti a garantire la sicurezza.



