Gol, spettacolo, intensità, emozioni: insomma, tutto quell’armamentario folcloristico di cui Inghilterra aveva fatto sfoggio contro la Croazia, vincendo e ammaliando come in un sogno zuccheroso, questa volta si è volatilizzato nel nulla più assoluto. La noia ha trionfato in modo così netto che sarebbe potuta insegnare alle lezioni di torpore impartite dalla sig.ra Angelina Mango sul palco di Sanremo 2024. A meno che non consideriate degni di menzione gli ultimi 10 minuti: la traversa colpita da O’Reilly e la clamorosa opportunità mancata da Kane.
Inghilterra-Ghana? Un invito aperto al sonno, con una produzione scandalosa di sbadigli continui. Nel primo tempo nessuna delle due squadre è riuscita a centrare lo specchio della porta. Da un lato, un Ghana rifugiato nella propria metà campo come se fosse una fortezza impenetrabile; dall’altro, una Inghilterra che si ostinava a “menare le danze” con un possesso palla che sarebbe stato generoso definire sterile.
Nessuna giocata illuminante tra le linee, Bellingham completamente spento, Madueke e Gordon incapaci persino di superare i difensori. Nemmeno il collaudato, quanto prevedibile, gioco di Kane, che pure è maestro nell’accorciare, scaricare e attaccare lo spazio aperto, è riuscito a scuotere il torpore generale.
Per fortuna, o per sfortuna, bisogna aspettare il minuto 62 del match per osservare la prima vera conclusione verso la porta: un destro fiacco e fin troppo amichevole di Gordon cade direttamente tra le braccia di Asare, il portiere ghanese che si sarà sinceramente annoiato fino a quel momento.
E il paradosso vuole che la prima occasione clamorosa sia capitata a Adu, il quale però ha amalgamato l’ennesima occasione d’oro in un nulla cosmico da manuale dell’errore. Peggio ancora Kane che, dopo la traversa colpita da O’Reilly, è riuscito nell’impresa di spedire incredibilmente alta la ribattuta. Un vero talento, se siete abituati a vedere tiratori scelti fallire dalla distanza più comoda.
L’unica eccezione degna di nota tra la mediocrità generale è stata la prodezza di Saka, fermato da un grande intervento di Asare. Inutile dire che, con quel forcing finale carico di subentrati illustri come Saka e O’Reilly, il tecnico Tuchel avrebbe potuto osare una sostituzione un po’ prima, giusto per provare a svegliare la squadra da quel torpore da letargo prolungato.
Il risultato finale? Un nulla di fatto che lascia Inghilterra e Ghana beati là in vetta al girone L, appaiati a quota quattro punti, come due sonnambuli che camminano in equilibrio sul filo della noia sportiva più totale.



