Come in una di quelle storie che nessuno vorrebbe mai raccontare, una donna di 40 anni e la sua figlia di 13 sono state trovate senza vita nel loro appartamento situato in via Domodossola, a Torino. Il macabro ritrovamento sembra portare a una conclusione non dissimile dalle trame più cupe di un romanzo noir: si parla, infatti, di un omicidio-suicidio.
In poche parole, la madre, in un gesto che sfida ogni logica e speranza di salvezza, avrebbe prima tolto la vita alla figlia per poi togliersi la propria. Un copione tanto tragico quanto incredibilmente ricorrente nella cronaca nera, che non manca mai di lasciarci con più interrogativi che risposte.
L’allarme, ironia dell’amara sorte, è stato lanciato dalla figlia maggiore, appena 19 anni, che si è vista catapultata in un incubo di cui nessun adolescente vorrebbe essere testimone o, peggio, protagonista.
Nel frattempo, gli specialisti della scientifica e i soccorritori stanno affaccendati nelle operazioni di rilievo e recupero delle salme, cercando di districare la matassa per comprendere con precisione i contorni di questa tragedia familiare che ha scosso la quiete del quartiere.
Naturalmente, le indagini sono ancora aperte e si spera che possano chiarire, oltre ai fatti, le motivazioni dietro a un gesto che pare sfidare ogni spiegazione razionale, lasciandoci solo con un senso di profonda, amara incredulità.



