Senago sotto choc: un signore scocciato implora i giovani di non guidare ubriachi e rallentare, davvero serviva un incidente per capirlo?

Senago sotto choc: un signore scocciato implora i giovani di non guidare ubriachi e rallentare, davvero serviva un incidente per capirlo?

Che spettacolo di responsabilità alla guida! Un signore disperato, intervenuto sul posto dell’incidente a Senago che ha stroncato la vita di tre ragazzi di 17 anni, ha deciso di regalarci una perla di saggezza degna di un manuale “Come scaricare ogni colpa sugli altri”.

Il nostro eroe della moralità ha infatti preferito concentrarsi su cosa facevano queste “povere creature” prima dell’incidente: “Vanno in discoteca, ma guardate quando guidate”, ripete incessantemente davanti alle telecamere, come se la frequentazione dei locali notturni fosse una sorta di patente per licenza di morte sulle strade.

Ovviamente, tra un’occhiata al canale Villoresi – quel luogo magico dove forse tutte le regole del codice della strada si cancellano misteriosamente – e un sospiro carico di saggezza, punta più il dito verso gli adolescenti che altro. Perché non è il caso di chiedersi, né tantomeno approfondire, cosa diavolo sia successo realmente. A cosa servono i fatti quando puoi avere una bella fiaba morale da raccontare?

Una tragedia, ma non scordiamo di colpevolizzare le vittime

Non è forse un classico? Invece di domandarsi come sia potuto succedere che tre giovanissimi perdessero la vita in un incidente all’alba, la prima preoccupazione è puntare il dito sulle loro abitudini, come se essere adolescenti di notte fosse un delitto più grave dell’imprudenza al volante o della sicurezza stradale inesistente.

Si dimentica in fretta che dietro alla “discoteca” e al “guidare”, dietro a ogni imprecazione e appello disperato, c’è una falla più grande: un sistema che continua a tollerare strade insufficienti, controlli farraginosi e, non da ultimo, una cultura della guida responsabile che sembra ormai un miraggio.

Eppure, il messaggio facile e rassicurante che arriva dai commentatori da bar e dagli spettatori involontari della tragedia è: “Se fossero stati più attenti, se non fossero andati a ballare, la tragedia non sarebbe accaduta”. Come se la morte potesse essere evitata punendo i loro gusti serali, senza mai mettere in discussione la fragile rete di sicurezza attorno a noi.

Il canale Villoresi: teatro di episodi tanto frequenti quanto sconcertanti

Non sorprende che il nostro dispiaciuto moralista scruti proprio quel tratto di strada e di acqua – il canale Villoresi – dove ancora una volta la sicurezza sembra un optional. Il canale non è solo una striscia d’acqua, ma metafora perfetta di come le cose vengano ignorate fino alla tragedia: come se le barriere di sicurezza fossero un lusso e la prevenzione una seccatura.