Quando l’operaio si trasforma in guerriero urbani Delmastro prende una lezione a Biella

Quando l’operaio si trasforma in guerriero urbani Delmastro prende una lezione a Biella

Una tranquilla passeggiata nel cuore della sua città si trasforma, manco a dirlo, in un’occasione di tensioni degne di un film poliziesco per l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Sabato 13 giugno, durante un giro su via Italia – quell’isola pedonale che un tempo era la sua vera e propria roccaforte politica – l’atmosfera si è fatta improvvisamente elettrica.

Naturalmente, Delmastro non era da solo ad alimentare il proprio déjà-vu negativo: c’erano con lui la ex vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, e i suoi compagni di sventure imprenditoriali e politiche, ovvero gli ex soci della famigerata Bisteccheria romana. Stiamo parlando del consigliere regionale Davide Zappalà e dell’ex assessore comunale Cristiano Franceschini, entrambi legati alla vicenda giudiziaria di quella stessa Bisteccheria, la cui storia si è rivelata decisamente indigesta, con condanne per prestanome riferite al clan mafioso dei Senese. Ma come tradizione vuole, i guai non mancano mai quando si incrociano politica, affari e, perché no, qualche complimento poco decoroso.

Tutto parte dall’incontro casuale con un operaio biellese, 53 anni di esperienza e un minimo di coraggio. L’uomo, evidentemente appassionato di gossip politico o semplicemente stanco delle solite menzogne, riconosce il gruppo e decide di fermarsi. Il motivo? Un commento lanciato a inizio maggio su una foto di un ex assessore – con una menzione piuttosto esplicita alla Bisteccheria – che aveva provocato minacce di denuncia nei suoi confronti. Così, con spirito civile ma insistente, si presenta di persona per chiedere “ma veramente mi avete denunciato?”

Sarà stato l’odore di braci ancora calde o forse l’irritazione del politico di turno, ma la risposta sbrigativa di Zappalà non lascia spazio a dubbi: «Questo è uno che ci importuna su ». Ovviamente, come nel migliore dei film con tensioni sociali, la situazione degenera in un battibaleno.

E per darvi un’idea della qualità dello show, le telecamere di un negozio vicino hanno immortalato il momento in cui, secondo l’operaio, Zappalà si è lasciato andare a uno spintone che è costato una denuncia per percosse. Un bel colpo di scena che aggiunge nuova polvere a un già esplosivo caso biellese, infiammando ulteriormente le tensioni attorno ai vertici di Fratelli d’Italia e ai tragici protagonisti della saga della Bisteccheria romana.

Un quadro politico tanto pulito quanto una commedia farsesca

Certo, mica potevamo aspettarci da un gruppo così affiatato una passeggiata tranquilla o una semplice chiacchierata. Tra chi ha dovuto rispondere a inquisizioni su affari poco chiari e chi si ritrova a dover giustificare minacce a cittadini comuni per un commento su un social, il palcoscenico della politica biellese è ormai una farsa ben oliata.

Eppure, in tempi in cui la trasparenza dovrebbe essere la parola d’ordine, ecco che i protagonisti si incartano in un tira e molla che sa più di mise en scène che di vera dialettica politica. Tentare di zittire un cittadino con lo spintone è, se possibile, un aggiornamento cenacolo familiare sulla visione più “moderna” della democrazia.

In tutto questo, Andrea Delmastro e i suoi fidi collaboratori si ritrovano a raccogliere altre minuscole crepe nel loro ormai fragilissimo impero di credibilità, che aveva già subìto il contraccolpo mediatico della vicenda “Le 5 Forchette”. Per fortuna a Biella e dintorni non manca mai uno spettatore prontissimo a immortalare questi bizzarri episodi, giusto per non perdere nemmeno un fotogramma delle tragicommedie-politiche.

Insomma, congratulazioni a chi ha scelto di trasformare una semplice isola pedonale in un’arena di scontri personali; a quanto pare, la politica locale ha ormai virato sullo spettacolo trash più genuino, e il pubblico non sembra affatto deluso.

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