Savona, i soliti geni deridono i carabinieri mentre si contano i morti: “Tentato omicidio? Grazie per la chicca”

Savona, i soliti geni deridono i carabinieri mentre si contano i morti: “Tentato omicidio? Grazie per la chicca”

Poche ore dopo il funesto incidente sull’Aurelia a Ceriale, dove la giovane Sofia Barbieri, appena 22 anni e figlia dell’assessore comunale Barbara De Stefano, ha tragicamente perso la vita, e dove un’altra ragazza è rimasta gravemente ferita, i social si sono prontamente mobilitati. E come sempre accade in situazioni tanto drammatiche quanto grottesche, sono spuntati video di un gruppo di giovani a bordo dell’auto che ha travolto lo scooter con le due ragazze. Sì, proprio loro: quei simpaticoni che, invece di piangere o farsi venire un minimo di scrupolo, si divertivano a ridere e scherzare poco prima del disastro.

Nel girato, ripreso intorno alle 4 del mattino, un ragazzo che sembra completamente ignaro della gravità di ciò che è successo prende addirittura in giro i carabinieri. Questi ultimi stavano appena portando via la ragazza alla guida della Fiat 500 bianca, la stessa vettura finita al centro del macabro incidente. “Qui ci danno il tentato omicidio,” si sente chiaramente pronunciare, seguito dal sarcastico urlo “Free Noemi!” come se fosse un caso mondiale di ingiustizia ai danni di una povera star del rock. Per chi non lo sapesse, la “Noemi” in questione è al momento l’unica indagata per omicidio stradale, come deciso dal PM Maddalena Sala.

Nel video si vede anche la Fiat 500 caricata su un carroattrezzi, un’immagine che sembra quasi surrealista se si pensa a cosa ha rappresentato: non solo un veicolo, ma il cavallo di Troia che ha spazzato via una giovane vita. Due pattuglie dei carabinieri si allontanano con a bordo la “poverina” di turno, mentre nelle ultime ore l’eco di questa tragedia si propaga tra commenti a dir poco sconcertanti e atteggiamenti che puzzano più di spavalderia che di rimorso.

Una tragedia trasformata in show social

Come se non bastasse l’orrore della morte di Sofia Barbieri, la figlia dell’assessore, il livore dell’incoscienza giovanile si è trasformato in un piccolo, ma agghiacciante spettacolo per il pubblico dei social media. Il cinismo di certi atteggiamenti mette seriamente in discussione quale sia il vero valore della responsabilità in certi ambienti. Piuttosto che un momento di doloroso silenzio, ci troviamo di fronte a scene in cui si finge che nulla sia successo, o peggio, si prenda in giro la legge come se fosse una gag comica da cabaret.

Non stupisce affatto, quindi, che si sentano urla di solidarietà alla “Noemi” di turno: “Free Noemi!”, come se fosse una martire e non la potenziale responsabile di un omicidio stradale. Ma si sa, certe realtà preferiscono sventolare la bandiera della negazione invece di affrontare la realtà, fatta di dolore, conseguenze e giustizia. Rimane comunque una coincidenza perfetta come la tragedia di una giovane vita venga così rapidamente banalizzata e strumentalizzata da chi dovrebbe, almeno in teoria, essere maggiormente cosciente del peso delle proprie azioni.

Chi deve rispondere e chi assiste impassibile

Al di là dei video imbarazzanti e degli atteggiamenti grotteschi, la verità resta immutata: una giovane donna è morta, ed un’inchiesta è aperta per omicidio stradale. Il PM Maddalena Sala ha subito indicato nell’unica indagata la presunta colpevole, ma questo non impedisce a qualche comico da social media di minimizzare o schernire il lavoro delle forze dell’ordine. Quasi fosse un gioco, quasi fosse tutto un video virale da condividere con gli amici, mentre dietro ci sono famiglie distrutte e vite spezzate.

In un’Italia in cui spesso i morti in strada sono statistiche fredde, l’apparente leggerezza e indifferenza dei protagonisti di questi video ci ricorda, con la sua triste ironia, quanto poco il valore della vita altrui possa incidere sul senso di alcune generazioni. Non resterà che affidarsi al sistema giudiziario e sperare che, almeno lì, venga fatta un po’ di giustizia vera, senza commedie da social. Perché altrimenti, è davvero difficile pensare seriamente che si possa uscire da quella spirale di ignoranza civica e irresponsabilità personale.

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