Incendio a Santo Domingo: la sorella di Davide Calabria salva la pelle e ci ricorda di non morire per una valigia

Incendio a Santo Domingo: la sorella di Davide Calabria salva la pelle e ci ricorda di non morire per una valigia

Ovviamente, ogni tanto capita qualche piccolo inconveniente, come un incendio improvviso in un resort di lusso a Santo Domingo. In questo caso, interessante notare che Sara Calabria, sorella dell’ex capitano del Milan Davide Calabria, se l’è cavata illesa. Che sollievo, no? Perché è evidente che i VIP e i loro parenti usufruiscano di protegzioni speciali, mentre gli altri devono alzare bandiera bianca.

Purtroppo, invece, una turista italiana ha perso la vita: si tratta di Francesca Valentino, di 46 anni e originaria di Caserta. Mettiamola così, un ricordo che non ha avuto la stessa fortuna di Sara. Il destino è decisamente ingiusto, ma non sorprende in un Paese dove il valore di una vita può essere molto relativo e dipende da chi conosci.

Il resort, il famigerato Viva Dominicus Beach by Wyndham, non è certo un albergo di passaggio fuori mano. Parliamo di uno di quei posti che promettono paradisi tropicali e vacanze da sogno. Immaginatevi, allora, il disastro e la serie infinita di domande sulla sicurezza che inevitabilmente ne derivano.

Ovviamente, nei momenti come questi, non manca chi si affretta a sottolineare l’eccezionalità dell’evento e a minimizzare, come se si trattasse di episodi “imprevedibili” e “sfortunati”. La realtà è ben altra: dimostra solo la sciatteria gestionale di strutture che lucrano sull’estate e sul relax, lasciando inevitabilmente spazio a tragedie come quella di Francesca Valentino.

Il solito copione: chi si salva e chi no

Davvero affascinante la differenza tra la sorte di Sara Calabria e quella di tante altre persone coinvolte. È la dimostrazione lampante di come il destino nei luoghi di villeggiatura non sia uguale per tutti. La famiglia del giocatore milanista, per esempio, sfugge miracolosamente a tragedie che si consumano davanti agli occhi di ignari turisti, spesso lasciati a se stessi.

Oltre a questo, la gestione delle emergenze sembra un capitolo scritto male in un libro che nessuno vorrebbe leggere, ma che purtroppo è realtà. Investimenti ridotti all’osso, protocolli approssimativi, e sicurezza da cartellino giallo sono solo l’inizio della lista di mancanze dietro questi drammi. E nel frattempo, qualcuno continua a sorridere in vacanza mentre i disastri si consumano in sottofondo.

Che dire della politica e delle responsabilità?

Perfetto momento per riflettere sulla vigilanza di chi ha il compito di controllare e regolamentare il settore dell’ospitalità e del turismo. Ma non illudiamoci: nei salotti dei potenti si parlerà di ben altro, mentre la tragedia di una turista italiana verrà archiviata come “episodio isolato”. Già, come no.

Riflessioni amare sul lusso, la sicurezza e le pale di una società che sembra sempre più distante dalla realtà di chi, oltre a pagare fior di quattrini per una vacanza, rischia persino la vita. E se c’è qualcuno che intravede una luce in fondo al tunnel, sicuramente non si tratta di chi ha già vissuto un’esperienza ben diversa da quella di Sara Calabria.

Insomma, benvenuti in un mondo ironico e beffardo, dove esistono due pesi e due misure: chi è protetto dal fato (o forse da chissà quale altro potere), e chi resta sul campo, vittima di un sistema che preferisce chiudere gli occhi e tacere.

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