Un gigantesco incendio ha ridotto in cenere un resort di lusso a Santo Domingo, nella splendida Repubblica Dominicana, costringendo alla fuga precipitosa ben 1.700 turisti, evidentemente tanto entusiasti da voler mettere alla prova la propria resistenza al fumo e alle fiamme. Tra questi sfortunati, una certa Francesca Valentino, italiana di 46 anni, ha perso la sua sfida con il monossido di carbonio mentre cercava di evacuare la spiaggia. Pare che la crisi respiratoria l’abbia colta proprio mentre il fumo, quel gentile ospite invisibile, l’ha sommersa.
Il resort sotto attacco della fortuna? Il Viva Dominicus Beach by Wyndham, situato a Bayahibe, una delle mete da sogno più amate dai turisti americani e internazionali sulla costa sud-orientale del paese. Gli addetti ai lavori hanno effettuato una specie di grandiosa operazione di trasloco d’emergenza, spostando quasi 1.700 persone tra hotel e strutture vicine. Classico colpo di scena: un incendio è scoppiato alle 11 del mattino ora locale (qualche ora dopo per i fortunati in Europa), ma curiosamente le indagini sulle cause sembrano altrettanto urgenti quanto esaustive.
Inutile dire che le fiamme si sono sparpagliate più veloci di una notizia su social, principalmente grazie a un vento complice e a quelle immancabili, affascinanti ma altamente infiammabili coperture in paglia che qualcuno ha pensato bene di farci mettere sul tetto. Nel frattempo, il vicino resort gemello, il Dominicus Palace, se la cava egregiamente e continua a fronteggiare turisti ignari e ignari delle disavventure dei loro connazionali incendiati.
Gli italiani in pericolo? Non proprio
La tanto celebrata Farnesina non ha perso tempo e ha attivato la cabina di regia tramite l’ambasciata italiana a Santo Domingo, con l’ambasciatore Sergio Maffettone a guidare l’esercito della diplomazia contro il fuoco e il caos. A quanto pare nessun ferito tra i nostri, un dettaglio non da poco in un disastro del genere. Il fuoco, dicono, ha interessato solo alcune aree comuni – un dettaglio che fa molto “squadra”: tutti al sicuro, tutti felici, almeno fino a prova contraria.
Il celebre tour operator Alpitour conferma 285 stakanovisti del turismo italiano intrappolati nel resort e qualche altro connazionale nelle strutture limitrofe, ma miracolosamente fuori dal circolo infernale del rogo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è premurato di seguire in prima persona, o almeno con attenzione da scrivania, le operazioni di supporto. Insomma, più sorveglianza a distanza che intervento diretto, ma fan tutti la loro bella figura.
Nel frattempo, per placare la voglia crescente di voli di ritorno, la Farnesina ha organizzato il rientro degli italiani con un paio di jet pronti a strappare alla coltre di fumo un totale di 210 concittadini: uno diretto a Verona e un altro in stand-by. Nel frattempo, è stata attivata un’unità di emergenza per i connazionali che, con la delicata precisione di un vulcano in eruzione, hanno smarrito passaporti e documenti di viaggio. Insomma, un menù completo per chi ama vivere il brivido dell’avventura, senza rinunciare al comfort in terra straniera.



