Lavoro a Milano? Meglio un pilastro che una scrivania: 38enne schiacciato e fuori gioco definitivo

Lavoro a Milano? Meglio un pilastro che una scrivania: 38enne schiacciato e fuori gioco definitivo

È successo in via Alessandro Manzoni 17, a Binasco, quella dolce periferia sud dove, tra cassette della differenziata e rotoballe di spazzatura, il destino ha deciso di giocare una carta tragica. Un incidente che non ha lasciato scampo a questo infelice lavoratore, il cui ruolo in società sarebbe dovuto essere quello di mantenere pulite le nostre strade e non, sfortunatamente, di diventare protagonista di una tragedia su quattro ruote.

L’intervento disperato e la realtà della strada

Come da copione, i soccorsi sono arrivati rapidamente, sirene a tutto volume, lampeggianti accesi, quasi a voler far credere che la velocità e la tecnologia possano strappare un altro uomo alla fatalità. Ma no, caro lettore, la realtà è quella che è: nonostante ogni sforzo e ogni manovra, il 38enne è spirato sul posto.

Un triste promemoria sul fatto che la sicurezza sul lavoro, specialmente in un settore così cruciale e pericoloso come la gestione dei rifiuti, resta un optional molte volte dimenticato. Non che il numero dei morti possa mai giustificarla, ma si direbbe che la burocrazia e l’inefficienza la facciano da padrona proprio dove invece bisognerebbe puntare l’indice e pretendere interventi seri.

Un’ombra lunga sulla sicurezza sul lavoro

Ora, mentre i cronisti fanno a gara per l’ennesima cronaca lacrimevole, qualcuno dovrebbe seriamente chiedersi cosa sia andato storto. Il lavoro di raccolta dei rifiuti, attività essenziale e tutt’altro che semplice, però troppo spesso non accompagnata da formazione, prevenzione e rispetto delle normative.

Può sembrarvi cinico, ma la morale è limpida: se persino un semplice tragitto, che dovrebbe essere ordinario e ripetitivo, può trasformarsi in una trappola mortale, forse è arrivato il momento di smettere di far finta di nulla e di iniziare a pretendere condizioni di lavoro che siano meno simili a un salto nel vuoto.

E quindi, niente lacrime di coccodrillo e abbracci alla famiglia della vittima, dato che finora queste tragedie sembrano scorrere nel brodo di un’efficiente indifferenza più che in quello di un’autentica volontà di cambiare lo stato delle cose. Ma tranquilli, il sistema continuerà a funzionare così, perché qualcuno deve pur pulire, no?

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