Parlamento Europeo a Strasburgo, si terrà l’evento dell’anno: un incontro con due eroi della libertà d’espressione, diventati quasi delle celebrità del palcoscenico internazionale. Parliamo di Andrzej Poczobut, giornalista bielorusso che ha assaporato il dolce gusto del carcere e della solitudine in cella, e Mzia Amaglobeli, dalla Georgia, entrambi insigniti del prestigioso Premio Sakharov per la Libertà di Pensiero 2025, lo scorso dicembre.
Non perdete l’occasione di ascoltare la chiacchierata con il nostro caro Andrzej, diventato finalmente un uomo libero da aprile 2026 dopo anni di prigionia, grazie a un generoso scambio di prigionieri tra Belarus e Polonia. Ovviamente l’evento si svolge con la delegazione per le relazioni con la Bielorussia, giusto per mantenere quel tocco diplomatico, e sarà trasmesso persino in streaming sul centro multimediale del Parlamento. La modernità al servizio della disperazione giornalistica.
Una biografia da prigioniero modello
Andrzej Poczobut non è nuovo a questa farsa di arresti e rilasci che ormai sembra il suo hobby preferito. Nota per le sue punture di spillo contro il regime onnipresente di Alexander Lukashenko e per i suoi scritti su storia e diritti umani, questo “dissidente di professione” ha collezionato ben otto anni in una colonia penale. Immaginate la dolce routine dietro le sbarre, con il massimo piacere della detenzione in isolamento, dove la sua salute ha subito un crollo considerevole senza neanche la cortesia di un medico che gli somministrasse un minimo di cure.
Non manchiamo di sottolineare la sua doppia anima: giornalista e appartenente alla minoranza polacca in Belarus, un dettaglio politico non da poco, soprattutto se si considera il contesto attuale di repressione e frontiere chiuse tra i due paesi. Il nostro eroe è stato finalmente liberato in un teatrino diplomatico che sembra più uno scambio di figurine rare che un atto di giustizia.
Un’ora di gloria sotto i riflettori europei
Il momento clou? Andrzej Poczobut prenderà la parola nel plenario del Parlamento Europeo mercoledì 17 giugno a mezzogiorno, in quella che si può definire una seduta “formale” – perché tutto ciò che passa in Europa deve essere rigorosamente elegante e protocollo-compatibile. Prima di salire sul palco, ci sarà una conferenza stampa con la presidente del Parlamento, Roberta Metsola, poco prima delle 11:50. Un’occasione imperdibile per ascoltare accuse, dichiarazioni e, magari, qualche battuta amara sulla tolleranza europea verso regimi così “democratici”.
In sintesi, un evento ricco di contraddizioni, dove il significato di libertà si alterna tra il reale e il simbolico, mentre si brinda all’impegno europeo per i diritti umani con il consueto stile diplomatico: tanto rumore e poca sostanza. Ma almeno il palcoscenico c’è.



