Abusi alla Teulié, finalmente sotto torchio due militari: che sorpresa, no?

Abusi alla Teulié, finalmente sotto torchio due militari: che sorpresa, no?

Due coraggiosi militari sono stati convocati come testimoni per chiarire un dettaglio davvero insignificante: perché mai avrebbe dovuto essere denunciato in tempo un professore di italiano e latino accusato di presunte violenze sessuali nella prestigiosa scuola militare Teulié di Milano? Chissà. Forse perché queste cose, si sa, accadono così, con calma e senza fretta.

L’audizione si è svolta mercoledì 10 giugno, giornata evidentemente dedicata a domande senza risposte, in cui i due militari hanno diligentemente risposto su eventuali ritardi nel denunciare la brutta faccenda. Sarà stato forse un piccolo dettaglio trascurabile, tipo il trauma o la paura, a ritardare la denuncia? No, meglio non pensarci.

Nel frattempo, per non farci mancare nulla e mantenere viva la suspance degna di un grande thriller, l’interrogatorio del professore sotto accusa – ora comodamente ai domiciliari – è previsto per giovedì 11 giugno davanti al giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino. Un appuntamento imperdibile per chi ancora crede nella giustizia veloce, o almeno in quella che si fa sentire.

Insomma, la raffinata accademia militare Teulié di Milano si conferma non solo tempio dello studio classico, ma anche scenario di vicende che, in tempi più quotidiani, dovrebbero essere affrontate con l’urgenza che meritano. Ma si sa, la burocrazia, il protocollo e il silenzio delle istituzioni sembrano avere priorità ben diverse dalla tutela delle vittime.

Nel frattempo, ascoltiamo pazientemente, come se fosse uno spettacolo teatrale, le procedure di indagine e i tempi lunghissimi di una giustizia che, nonostante le aspettative, procede con la velocità di una lumaca intorpidita. La speranza è che almeno questa volta, per una volta, le cose vadano come dovrebbero senza ulteriori ritardi o depistaggi da manuale.

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