Eccolo qui, il capolavoro della serie: l’Italvolley femminile, dopo un’incontenibile corsa di 39 vittorie di fila degna di un film d’azione, si incanta e perde nettamente contro il Brasile, proprio nel pentolone bollente del Palasport Nilson Nelson di Brasilia. Una sconfitta al tie break da brivido (25-15, 25-22, 22-25, 24-26, 15-12) che segna la fine dell’imbattibilità nella prima settimana della Nations League 2026. L’ultima volta, guarda un po’, era sempre con le brasiliane a Macao nelle fasi preliminari del 2024: sembra il loro scherzetto preferito.
Così, Ze Roberto e compagne si prendono meritatamente la testa della classifica con un impeccabile 4 vittorie su 4, mentre le nostre beniamine tornano a casa con un dignitoso 3-1, vittorie contro Bulgaria, Olanda e Turchia, che nel lungo termine sembra quasi oro colato per l’accesso alle Finals di Macao. Tutto ciò sotto gli occhi entusiasti di diecimila brasiliani accaldati e la divina Gabi, spettatrice non pagante che preferisce tifare dalla tribuna anziché dare spettacolo in campo.
Le prime settimane della stagione ci confermano che, nonostante tutto, l’Italia resta un osso duro e, soprattutto grazie a un manipolo di ragazzine emergenti – su tutte spicca la formidabile Merit Adigwe, che fa il verso alla leggenda Paola Egonu – la squadra gode di un talento fresco e di un crescendo tecnico sotto la sapiente regia di Velasco. Non ha risparmiato a nessuno i suoi consigli, specie in una bolgia come quella brasiliana, dove ogni time out è un piccolo miracolo tattico.
Un match da manuale di contraddizioni tattiche
Il copione tattico vede Velasco schierare un più classico 6+1 iniziale con Antropova nel ruolo strategico di posto quattro, affiancata da Manfredini al centro. In regia, la solita Cambi, con Nervini come schiacciatrice di punta, e non poteva mancare la versatilità di Nwakalor e la giovane Adigwe come opposta, mentre Fersino presidia la difesa.
Dall’altra parte, Ze Roberto presenta la sua formazione al completo – tranne l’assenza della regina Gabi – con Macris a distribuire la palla, le schiacciatrici Ana Cristina e Bergmann, l’opposta Tainara, e il tandem centrale Diana e Julia, più il libero affidabile Nyeme.
Il primo set è una masterclass verdeoro, con le azzurre che tengono soltanto fino al 4-4, poi si disperdono come neve al sole. Mentre Bergmann e Julia scatenano il caos (4-8), le nostre si impantanano in ricezione e costruzione offensiva, due lacune immediate che regalano un agevole 15-25 alle padrone di casa, il tutto mentre le tribune esplodono in un tripudio inevitabile.
Nel secondo set, miracolosamente, l’Italia scatta con un piglio convincente: Adigwe prende il comando e Nervini si mostra precisa come un orologio svizzero (7-4). L’ucraina Antropova fa vedere i sorci verdi, ma è ancora la giovanissima opposta a tirare la volata decisiva (18-14).
Ma l’inerzia? Ah, quella cambia come il vento a Macao: con tre attacchi vincenti di Bergmann e un muro geniale di Julia, la situazione si capovolge (18-18), fino al sorpasso brasiliano con un ace di Diana e una chiusura di Julia: 22-25. Il Brasile dimostra come si recuperano gli svantaggi, e l’Italia se lo tiene impresso nel cuore.
La fantastica (e folle) rimonta delle azzurre nel terzo e quarto set
Il terzo set si apre con le azzurre in modalità “zombie”: il Brasile scappa immediatamente sul 0-5. Ma Velasco non ci sta, chiama il time out e raddrizza il tiro con indicazioni che sembrano più potentissime di un energizzante.
Le nostre recuperano con uno scatenato trio Antropova, Adigwe e Omoruyi, che rosicchiano punti (8-9). Ma la stagnazione non dura: Diana guida il Brasile a un nuovo allungo (9-13), provocando un classico momento di orgoglio azzurro che si riflette nei volti. Nwakalor si fa sentire, Antropova piazza un ace mentre la solita Adigwe cala un mostruoso muro per arrivare al pareggio sul 13-13.
Kate Antropova serve da battitrice e si conquista il sorpasso (15-16). Poi si scambia punto su punto, con un piccolo errore di Manfredini che pareggia i conti sul 18-18, ma la gara non si placa. Sfortunatamente, Nwakalor si fa male ed esce dal campo. Il punto decisivo recita il nome di Ilaria Spirito, che regala all’Italia un preziosissimo 25-22.
Nel quarto set, le brasiliane sembrano vacillare sotto i colpi di Antropova, Omoruyi e Adigwe, ma nulla è mai semplice contro una squadra vittima del supporto sfegatato dei diecimila sugli spalti.



