Che spettacolo: Marc Marquez è tornato a trionfare in Ungheria, esattamente 266 giorni dopo il suo ultimo exploit, raggiungendo così un monumentale traguardo: 100 vittorie in carriera. D’altronde, chi altro se non lui poteva dominare al Balaton Park? A mettere (poco) i bastoni tra le ruote al campione del mondo c’era solo il giovane Pedro Acosta, che però alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca. Completa la festa la sempre fedele Ducati con un Pecco Bagnaia che si accontenta del terzo gradino del podio, perché sognare troppo sarebbe stato offensivo.
Ovviamente, non potevano mancare le Aprilia, o meglio, la loro tragicomica assenza causata dall’epocale incidente di Martin. Alla prima frenata, ovviamente un punto strategico nevralgico, Jorge ha deciso di fare il pestifero, perdendo il controllo e trascinando con sé nell’abisso Bezzecchi, Di Giannantonio, Fernandez e Aldeguer. Il risultato? Ritiro obbligato per il leader del campionato e il suo compagno di squadra, mentre il valoroso Fabio è stato l’unico sopravvissuto a riesumare la sua moto dal disastro e tagliare il traguardo in dodicesima posizione. Insomma, un vero assaggio di adrenalina e caos.
Con i protagonisti principali fatti fuori quasi militarmente, la gara si è ridotta a un semplice duello tra Marquez e Acosta. Pedro ha spremuto ogni goccia di potenza dalla sua KTM, balzando in testa, ma a metà gara è arrivato il contrattacco del marziano Marc. Acosta ha iniziato una lotta corpo a corpo, colpo su colpo, che però sembrava più una lotta tra Davide e un Marquez in versione Golia. Il nostro eroe ha fatto man bassa: non solo ha festeggiato la vittoria numero 100, ma ha regalato questo prestigio anche alla Ducati, che ora può finalmente vantarsi di una tripla cifra in record da superstar.
Marc Marquez ha commentato con un’eleganza tutta sua:
“Sono felicissimo. È stata una vittoria costosa, ma sono tornato un’altra volta, dopo aver lavorato duramente – ricordando le recenti due operazioni a piede e spalla. Sapevo che qui avevo una grande possibilità per vincere e voglio solo ringraziare tutta la gente che ha creduto in me, i dottori e i fisioterapisti.”
Il contesto di classifica è altrettanto esilarante. Grazie al disastro di Bezzecchi, Marquez ha fatto un balzo avanti in graduatoria, anche se il nostro Marco mantiene saldamente la vetta con un comodo vantaggio di 20 punti su Martin e 42 su Di Giannantonio. Marquez, invece, si trova a una distanza siderale di 72 punti; più che inseguire il titolo sembra stia rincorrendo un miraggio.
Per quanto riguarda Pecco Bagnaia, partecipante riluttante al podio in una delle sue piste “preferite” (leggi: odia visceralmente), l’incidente iniziale è stata più una benedizione mascherata. Lui stesso ha ammesso:
“Per fortuna non ho fatto buona partenza… Martin è arrivato al doppio della velocità e forse ha bloccato la ruota anteriore. Sapevo che non era la mia gara, ho cercato di seguire i primi due, ma poi mi sono calmato e ho pensato solo a mantenere la posizione. Non avevo la loro velocità ed ero già fortunato abbastanza per oggi.”
Il resto della giostra
Ai piedi del podio, in un nostalgico quarto posto, si è piazzata l’Aprilia di Ai Ogura. Sul finale ha magnanimamente superato Luca Marini e la sua instancabile Honda, che continuano a dimostrare che la lotta per la mediocrità è una delle poche certezze del campionato.
Non poteva mancare un’altra piccola chicca, con Lecuona, pilota Ducati in Superbike e sostituto dell’infortunato Alex Marquez, che si è complimentato per un settimo posto ottenuto con fatica, alle spalle di Moreira, con un pareggio medio tra il “non male” e “chi se ne frega”.
Le Yamaha fanno capolino con lo scialbo ottavo posto di Miller, mentre l’eroico Enea Bastianini chiude nono, dopo aver dovuto scontare due penalità Long Lap che gli hanno fatto perdere qualche minuto di gloria. A concludere la top 10 il fedele Binder, perché qualcuno deve pur tenere alto il nome del team.



