Milano si appresta a diventare la culla di un nuovo, scintillante movimento politico, ovviamente con un nome che lascia poco all’immaginazione: ‘Movimento degli europeisti’. Il gran debutto? Al sontuoso Teatro Franco Parenti, il 15 giugno, perché nulla dice cambiamento sociale come un evento pomeridiano dalle 17 alle 20, giusto per assicurarsi una platea ben selezionata, probabilmente fatta di anime affini e curiosi dalle agende leggere.
Il cocktail politico sarà condito dalla partecipazione di Carlo Calenda, sempre brillante leader di Azione, e da Pina Picierno, fresca convertita dal Partito Democratico a Renew Europe. Perché cambiare casacca è la maniera migliore per gridare ‘guardate come sono moderno’.
Una piattaforma civica e politica che punta…
Come ogni iniziativa che si rispetti nel bel mondo della politica italiana, questo movimento si presenta come “una piattaforma civica e politica aperta”. Apertissima, addirittura: qui possono entrare amministratori locali, associazioni, movimenti giovanili e chiunque abbia voglia di sentirsi europeo a oltranza. L’obiettivo dichiarato? Mettere insieme tutte quelle forze che considerano Europa come “la loro casa naturale”. Già, perché stare con chi è ‘ostile alla Ue’ o che, peggio ancora, “strizza l’occhio all’agenda di Putin” è un peccato mortale. Naturalmente, ostacolare il progetto di difesa comune in nome di un pacifismo da manuale del perfetto ipocrita è fuori discussione, così come tenere la Italia in quella mitica “posizione ambigua” che fa tanto comodo a qualcuno.
I soliti volti noti
Non manca il tocco locale di chicca: il movimento infatti riceve l’appoggio di un gruppo di politici milanesi a cui piace giocare duro. Il mantra è semplice e brutale: “O sei con l’Europa libera e forte, oppure sei contro.” Se non fosse stato detto così, qualcuno avrebbe forse pensato che esistono altre sfumature di grigio nell’infinito arcobaleno politico? I promotori sono di tutto rispetto per chi conosce il giochino: Piercamillo Falasca, direttore de L’Europeista, Daniele Nahum, consigliere comunale, e Sergio Scalpelli, il coordinatore de Il Riformista Milano.
Ad arricchire il summit interverranno anche personaggi altrettanto illustri e complici di questo teatro dell’assurdo: Matteo Hallissey (Più Europa-Radicali Italiani), Filippo Rossi (giornalista), Gianni Vernetti (ex sottosegretario agli Esteri), Giuseppe De Mita (Base Popolare), Giuseppe Benedetto (Fondazione Einaudi), la politologa Sofia Ventura, e uno stuolo di amministratori locali che suonano quasi come un campionario di chi ha bisogno di farsi notare: Martina Riva, Jonathan Targetti, Gaia Carretta e Matteo Grossi.
Un appello a tutti gli europeisti (silenziosi)
Il movimento si fa portavoce di un’amara verità: i sondaggi, si sa, “dimostrano” che la maggioranza silenziosa degli italiani è europeista. Silenziosa, sottolineiamo, probabilmente per via del timore di finire marchiati come eretici o traditori del populismo nazionale. Nonostante questa maggioranza occulta, le due coalizioni principali – centrodestra e centrosinistra – sono “condizionate da forze anti-europee e filo-russe”, che rifiutano di vedere Ucraina ed Europa nella stessa frase positiva, osteggiano la difesa comune e, ciliegina sulla torta, vorrebbero un’Italia più isolata di un eremita in cima a una montagna.
La chicca finale arriva dal comunicato ufficiale: “Noi ci rivolgiamo a tutti gli europeisti italiani e chiediamo loro di metterci la faccia per smascherare questo imbroglio.” Imbroglio che, se tutto va come previsto, sarà svelato proprio sul palcoscenico tink-tink del Teatro Franco Parenti.



