Il manuale del perfetto disastro: come funzionano, quando succede e perché ti ritrovi iscritto senza saperlo

Il manuale del perfetto disastro: come funzionano, quando succede e perché ti ritrovi iscritto senza saperlo

L’Università degli Studi di Milano ha deciso di tuffarsi nel vortice della formazione a distanza, presentando con grande enfasi Statale Open. Da oggi, 3 giugno, si aprono le danze per le iscrizioni ai primissimi due corsi di laurea triennali completamente online: Economia aziendale e Sicurezza informatica e intelligenza artificiale. Non più orari fissi, né aule obbligate: si può iscriversi ogni giorno dell’anno, perché tanto chi ha bisogno di seguire lezioni, lo fa anche a Natale o ferragosto.

La didattica? Niente paura, ci pensano gli stessi professori delle lezioni in presenza, giusto per mantenere quell’aria di serietà accademica. Gli esami, però, restano gli appuntamenti immancabili in carne e ossa, per certificare che l’apprendimento non sia solo una pallida illusione digitale.

Il tocco del Lifelong Learning: perché studiare una volta sola è roba vecchia

Il progetto vuole agguantare quella categoria di studenti che ha bisogno di flessibilità assoluta. Perché la vita è imprevedibile, ma anche l’università deve esserlo, almeno a parole. La rettrice Marina Brambilla spara a zero sul lifelong learning, quel mantra per cui la formazione dovrebbe accompagnarti per tutta la vita — e ovviamente il tutto dev’essere di alto livello, accessibile e pure riconoscibile. In parole povere: Statale Open è la risposta moderna ai nostalgici degli studi interrotti, pronti a rimettersi in gioco senza togliere il loro pigiamone.

I due cavalli di battaglia e le mirabolanti prospettive occupazionali

I due primi onorevoli corsi lanciati sembrano attentamente tarati su quello che il mercato del lavoro, tanto saggio e lungimirante, richiede a gran voce. Economia aziendale promette di inculcare un mix di discipline che spaziano dall’economia classica alla statistica e persino al diritto, passando per l’analisi delle rivoluzioni digitali e delle disgraziate transizioni socioeconomiche. L’obiettivo? Creare cervelloni pronti a manovrare le aziende, banche, enti non profit e amministrazioni pubbliche, magari districandosi tra conti, bilanci e strategie da manuale del perfetto manager.

Il corso di Sicurezza informatica e intelligenza artificiale entra invece nel magico regno della tecnologia nascosta, focalizzandosi su sicurezza, AI e la creazione di software che non si facciano imbrogliare facilmente. Gli specialisti formati potranno quindi vantarsi di proteggere sistemi, dati e reti con la stessa solerzia di un detective digitale, o farsi carico dell’analisi e sviluppo di software sicuro per aziende dall’anima fragile.

Come funziona questa magica didattica

La didattica di Statale Open si divide in “cluster”, un termine altisonante che indica insiemi di insegnamenti – molto flessibili, ovviamente, per adeguarsi alle mille vite contemporanee. Si spazia da lezioni sincrone a forum interattivi, passando per esercitazioni che vorrebbero simulare un’aula reale, anche se a distanza. Alla base di questa chicca metodologica c’è il ‘learning design’ della Open University britannica, quella che ha pensato bene di privilegiare la “magia” dell’interazione a distanza, un concetto tanto nobile quanto spesso utopico.

In termini più concreti, ogni cluster garantisce da 18 a 30 crediti formativi universitari e contiene parecchi moduli, ognuno dei quali corrisponde a circa 40 ore di studio online. Per esempio, il cluster di Economia aziendale I raccoglie quattro moduli che spiegano da cima a fondo ogni sfumatura dell’economia, gestione, pubblica amministrazione e contabilità. E tutto questo corso si svolge su Moodle – un sistema di gestione dell’apprendimento ottimizzato per l’accessibilità, perché studiare è anche un diritto, mica solo un obbligo.

Il pezzo forte, però, resta la metodologia chiamata “learning by doing”, cioè imparare facendo, il più possibile in un’aula virtuale piena di feedback immediati, ricerche da svolgere, interviste da organizzare e creazioni guidate. Insomma, un mix perfetto tra il pratico e il digitale, condito da un’illusione di interattività – indispensabile per convincere che la didattica online equivale alla buona vecchia lezione in presenza.

Benvenuti nel magico mondo dell’istruzione moderna: lezioni comodamente a casa, a qualsiasi ora, e soprattutto senza il fastidio di dover scendere dal divano. Peccato però che, giusto per non farci prendere troppo la mano, gli esami devono ancora avvenire in presenza, perché evidentemente la tecnologia non è abbastanza evoluta da rendere superflua la famosa stretta di mano con il professore.

Per evitare che gli studenti si trasformino in nomadi universitari, la magnanima organizzazione ha ben pensato di concentrare tutte le sessioni d’esame in sei appuntamenti all’anno, sparsi ogni due mesi, rigorosamente il venerdì o il sabato. Quindi, per i fortunati iscritti, solo tre viaggetti obbligatori a Milano durante l’intero anno accademico. Una vera e propria rivoluzione logistica, no?

Riconoscimento delle esperienze professionali: la fantasia al potere

Per non farvi sentire persone inutili con alle spalle anni di esperienza, il modello didattico ha introdotto il riconoscimento di crediti formativi universitari (Cfu) per chi ha già percorso qualche strada accademica altrove. Ma non si ferma qui: si può ottenere il riconoscimento di ben 48 Cfu per le esperienze professionali pregresse. Da non crederci, il passato a qualcosa serve e non è soltanto un ricordo.

Tutor per tutti: il Santo Graal dell’assistenza agli studenti

Il sistema non poteva limitarsi a fornire materiale online e sessioni d’esame in presenza, ecco dunque il tocco finale: una nutrita rete di tutor, suddivisi in tre categorie, così che gli studenti possano sentirsi sempre accompagnati nella loro odissea accademica.

I tutor di sistema, quelli principali, partono dal glorioso momento dell’iscrizione e accompagnano lo studente con assistenza nella richiesta di crediti, controllo della regolarità degli studi e tempestivi messaggi di “controllo” in caso di ritardi. Non mancano webinar, tutorial, FAQ, forum e messaggi vari per non lasciar mai solo il povero iscritto.

I tutor tecnici fanno la parte dei supereroi digitali, risolvendo problemi pratici e garantendo che nessuno si perda tra i meandri della piattaforma e-learning, mentre i tutor disciplinari rappresentano la versione accademica del vostro migliore amico che vi spiega l’esercizio di matematica più complicato o vi soccorre via email quando siete a un passo dalla crisi di nervi con un tema da approfondire.

Insomma, un’allegra squadra di supporto che fa sembrare l’università a distanza come un grande abbraccio tecnologico. O forse solo un modo raffinato per evitare che studenti e docenti si incontrino davvero, ma con la scusa di offrire “assistenza continua”.

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