Guerra Ucraina Russia: il bollettino quotidiano che ti salva dal coma informativo del 3 giugno

Guerra Ucraina Russia: il bollettino quotidiano che ti salva dal coma informativo del 3 giugno

Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino sempre pronto a incendiare il palco con le sue previsioni apocalittiche, ha lanciato l’ennesimo allarme: un attacco “massiccio” da parte dei russi sarebbe imminente. Ovviamente, tutto basato su quelle infallibili “informazioni d’intelligence” che spuntano proprio quando serve drammatizzare il copione. Ecco il suo monito perentorio: tutti, ma proprio tutti, in Europa devono fare il tifo e, soprattutto, munirsi di missili per difendere l’Ucraina dal pericolo invisibile.

Non solo, Zelensky ha sottolineato come Mosca si stia scatenando con il lancio di oltre 70 missili e 650 droni – mica bruscolini – accompagnati durante il giorno da un supplemento di circa altri 100 droni. Ovviamente, questa orgia bellica ha un costo umano che si deve sempre menzionare con malcelata enfasi: 130 feriti e 22 morti, tra cui due bambini, senza dimenticare gli edifici civili colpiti a Kiev, tra cui un policlinico. Per chi non lo sapesse, l’artefice di tutto questo sarebbe, manco a dirlo, Putin, reo di aver “sconfitto” la vita con la sua “follia”.

“Sappiamo dall’intelligence,” dice, come se stesse annunciando il ritorno di Babbo Natale, Zelensky, “che potrebbe esserci un attacco massiccio. Per favore, prestate attenzione agli avvertimenti”. Chissà come mai, ogni avvertimento arriva sempre in un momento perfetto per spostare l’attenzione da ogni altra questione più imbarazzante o intricata.

Poi arriva la parte tecnica, che fa tanto “esperto militare”: “Il livello di rifornimento per la nostra difesa aerea ora non ci consente di abbattere una parte significativa dei missili”. Insomma, le scorte scarseggiano, ma non preoccupatevi, c’è sempre tempo per chiedere altri armamenti e aiuti vari. Gli scienziati della guerra da tastiera sono al lavoro per rendere questa tragedia il prossimo blockbuster del momento.

La solita difesa della narrazione conveniente

Ovviamente, quando si tratta di conflitti e di vite umane, la narrazione diventa sacra. Nel frattempo, si assiste alla danza degli “attacchi massicci” annunciati che non sembrano mai materializzarsi come descritto, ma che sono imprescindibili per giustificare richieste crescenti di aiuti esterni. Un classico gioco delle parti dove il castello di carte si regge sulle paure e sull’impotenza, mentre i veri poteri si rimpallano responsabilità.

La questione è semplice: da una parte abbiamo un governo che enfatizza la minaccia russa come una giustificazione per la richiesta infinita di armi e fondi, dall’altra un conflitto che si trasforma in una continua soap opera mediatica. E tutto questo, ovviamente, con il sipario sempre calato su qualsiasi possibile contraddizione o interesse particolare nascosto sotto la superficie di questa “guerra per la libertà”.

L’arte sublime dell’allarme permanente

Non stupisce più di tanto che il presidente ucraino si affidi a un copione ben rodato in cui ogni giorno è buono per prospettare un probabile disastro imminente. Alla fine, è l’unico modo per tenere acceso l’interesse internazionale e per ricevere quel flusso ininterrotto di armamenti e risorse che, senza suspense, rischierebbero di svanire come neve al sole.

Insomma, se mai sentiste una sirena che suona di nuovo “attacco massiccio”, niente panico. Semplicemente, il palcoscenico è pronto per l’ennesimo atto di questa tragicommedia globale dove, tra drammi veri e narrazioni calibrate, la realtà si mescola alla finzione senza uno spartito davvero chiaro.

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