Il National Chung-Shan Institute of Science and Technology, il fiore all’occhiello di Taiwan nella corsa agli armamenti futuristici, ha sfoggiato al mondo tre robot-cane da pattugliamento. Questi gioielli high-tech, costruiti originariamente dalla poco conosciuta Ghost Robotics, sono stati “migliorati” con un tocco tutto locale, giusto per aggiungere quel brivido di tecnologia taiwanese. Le versioni presentate, perché qui non si scherza, sono programmi di ricognizione, sorveglianza e – udite udite – fuoco. Uno addirittura porta un’arma montata sulla schiena, roba da far invidia ai robot assassini di Metalhead, quell’episodio iper-violento della quarta stagione di Black Mirror su Netflix dove i robot a quattro zampe mietono vittime senza pietà.
Il vice capo della divisione ricerca sui sistemi missilistici e di razzi, Jen Kuo-kuang, ci tiene a precisare che, pur essendo l’esercito interessato a questi adorabili robot, non è stato ancora firmato alcun ordine ufficiale. Questa nonchalance sembra quasi un messaggio subliminale per dire: “Siamo pronti ad armare i nostri cani robot, ma aspettiamo solo il via libera”. Secondo il signor Kuo-kuang, i Marines locali considerano questi gadget una necessità impellente, specialmente sulle spiagge e lungo le coste contese delle isole Spratly e Pratas nel turbolento Mar Cinese Meridionale. Chissà, magari questi robot saranno i nuovi angeli custodi di frontiera, o forse elementi di una partita geopolitica che non ama mezzi termini.



