Agente riesce nell’impresa: si spara con la pistola di servizio e nessuno capisce come

Agente riesce nell’impresa: si spara con la pistola di servizio e nessuno capisce come
Repubblica per bussare alla porta del comando della polizia locale di Rho. Una giovane agente di appena 29 anni ha deciso di togliersi la vita, e lo ha fatto proprio mentre si apprestava a iniziare il suo turno di servizio nella struttura di corso Europa.

Non poteva mancare il commovente cordoglio ufficiale, splendidamente orchestrato dall’amministrazione comunale, che in una nota manifesta il suo dolore e la vicinanza alla famiglia della vittima. Il sindaco Andrea Orlandi, la giunta, il comandante della polizia locale Antonino Frisone e – ovviamente – tutti i dipendenti del Comune di Rho si stringono commossi intorno a questa tragedia.

Quando parlare di suicidio diventa un’impresa impossibile

Perché, si sa, affrontare apertamente il tema del suicidio è sempre un delicato gioco di equilibrio tra tabù e pietas, tra retorica e insipienza. Se sei così sfortunato da trovarti in emergenza o conosci qualcuno che soffre, ecco gli immancabili numeri da chiamare: il 112 per le emergenze, e poi servizi di supporto psicologico come il Telefono Amico o i Samaritans Onlus, con la promessa di un ascolto “tutti i giorni”, a orari più o meno numerosi, così da non farti sentire proprio solo – o della serie “non sei solo, basta che chiami nei momenti stabiliti, eh”.

Insomma, la solita orchestra di parole, numeri di telefono e pseudo-aiuti, capaci di dare sì un po’ di rassicurazione mediatica, senza però scalfire minimamente il reale disagio che tanti giovani, come questa agente, portano dentro di sé. E, tanto per non lasciar nulla al caso, i consueti messaggi istituzionali si rincorrono nel vuoto: quanto basta per sentirsi compresi, senza però cambiare una virgola del dramma che si consuma silenzioso e implacabile.

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