A Roccafranca, un delizioso paesino immerso nella pacata bassa Bresciana, un innocente gioco tra amici ha deciso di concludersi con un colpo di scena da far impallidire un thriller hollywoodiano. Un giovane di appena 23 anni ha avuto la brillante idea di salire sul cofano dell’auto del suo amico, per un ultimo saluto zuccheroso e amichevole. Peccato che il conducente, probabilmente scambiando quella manovra per un invito a gara di accelerazione, abbia deciso di fare un’accelerata degna di un Gran Premio di F1.
Il risultato? Il nostro intrepido eroe ha perso l’equilibrio (che novità) ed è precipitato sulla dura superficie dell’asfalto, sbattendo la testa con una violenza tale da provocare un’emorragia tra le più severe immaginabili. Eccoli lì, gli amici e i parenti, sconvolti e in preda al lutto, mentre la vita di questo giovane si spegneva a pochi metri da casa.
Lesioni gravi e irreversibili, così gravi da impedire qualsiasi tentativo di soccorso: una fastidiosa conseguenza di un gioco che avrebbe dovuto essere una semplice burla tra ragazzi. Altro che gioco, siamo in un film drammatico, non in uno scherzo del sabato sera!
Nel frattempo, l’amico al volante – inizialmente accusato nemmeno a dirlo di omicidio stradale – può addirittura tirare un sospiro di sollievo. Gli esami tossicologici hanno infatti confermato che non aveva bevuto o fatto uso di sostanze, smontando così qualunque accusa al momento.
È triste pensare che una semplice manovra, forse solo un atto di distrazione o un gesto un po’ sconsiderato, possa trasformare una serata tra giovani in una tragedia dai contorni surreali. Ma evidentemente la sicurezza stradale è come quei consigli di saggezza: si leggono, si ascoltano, ma si ignorano con una spavalderia da manuale.



