Ecco perché un’autoscala dei vigili del fuoco stazionava in piazza Domo e sì, c’entrava pure un drone

Ecco perché un’autoscala dei vigili del fuoco stazionava in piazza Domo e sì, c’entrava pure un drone

Ah, il romantico scenario di Milano, dove anche un innocuo drone può trasformarsi in protagonista di una tragicommedia locale degna di un reality show. Domenica mattina, tra la Galleria Vittorio Emanuele e Piazza Duomo, un piccolo aeromodello ha deciso di farsi notare senza chiedere il permesso. Nessuna autorizzazione, nessun rispetto per il fragile equilibrio dei turisti e dei passanti ignari.

Immaginate la scena: il drone si alza, volando con la libertà di un gabbiano (ma forse senza la sua grazia) finché le sue eliche non si impigliano nella raffinata rete anti-uccelli della Galleria. Ovviamente, in men che non si dica arriva il siparietto dei vigili del fuoco, invitati a fare un intervento degno di un film d’azione, tutto sotto lo sguardo basito di turisti che probabilmente pensavano di assistere a uno spettacolo di danza o di moda.

Il drone, ormai prigioniero dell’arte milanese, è stato prontamente sequestrato dalla polizia locale, che per ora ha deciso di non rivelare l’identità del fortunato proprietario, o forse colpevole, di questo piccolo incidente di volo. Un’operazione che, a detta di molti, poteva essere evitata con un semplice permesso ufficiale – ma questo sembra quasi un concetto astratto nell’universo indipendente del drone selvaggio.

Un classico remix 2023, ma senza la parte glam

La fantasia non manca a Milano: non è la prima volta che qualcuno decide di mettere alla prova leggi e regolamenti con voli spericolati sopra la città. L’anno scorso un altro appassionato di tecnologia aveva scelto la piazza più elegante come pista di decollo. Oltre alla denuncia sul groppone, per quella volta aveva ricevuto una multa a dir poco salata, ben oltre i duemila euro, perché, si sa, senza permessi e assicurazione, il drone, per quanto carino, è un pericolo pubblico.

Insomma, se pensavate che per fare un giro in drone a Milano si potesse fare tutto ciò che si vuole, beh, la realtà è un po’ diversa: servono autorizzazioni da parte dell’ENAC e della prefettura, oltre a una polizza assicurativa. Due pasti importanti per le autorità, che raramente accettano di prendersi una pausa quando si tratta di mettere in riga i piloti improvvisati.

Ma in tutta questa storia, il vero protagonista è il drone, che più che un mezzo tecnologico sembra aver interpretato un ruolo teatrale, perfettamente a suo agio nel mettere in scena la tragicommedia del rispetto delle regole in una città che non ama le infrazioni, soprattutto quando a volare sono macchine rumorose e fastidiose (anche se piccole).

Chissà, magari il prossimo volo sarà autorizzato, magari si cercherà di non imbrattare l’insieme architettonico più fotografato d’Italia con una rete impigliata. Intanto, il drone resta lì, sequestrato, come monito per tutti quei temerari che pensano di essere liberi di volare dove vogliono, soprattutto in un centro storico ampiamente sorvegliato e blindato.

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