Che gioia infinita scoprire il mondo delle “workation”, cioè il geniale connubio tra vacanze e lavoro smart. Mica male, no? Una scusa perfetta per sfuggire dalla monotonia dell’ufficio mentre continui a mandare mail e fare riunioni Zoomen… il tutto circondato da palme, mare e sanculotti digitali che postano storie su Instagram per dimostrare quanto sia fighissima la loro vita.
Ecco, se siete tra i fortunati che si chiedono dove poter vivere questa esperienza di “lavoro in vacanza”, preparatevi alla lista definitiva, il cui scopo principale è quello di farvi sentire in colpa perché non potete ancora permettervela o perché il vostro “workcation” si riduce a lavorare dalla scrivania di casa con il gatto che pretende attenzioni.
Il Paradiso Telelavorativo: posti da sogno (ma anche no)
Allora, secondo l’enorme marketing mondiale, i posti migliori per una workation perfetta devono avere tre caratteristiche imprescindibili: connessione Wi-Fi da mille megabit (perché senza streaming HD non si lavora), caffè buono (sennò l’ansia sale), e un’atmosfera così instagrammabile da rendere insopportabili tutti i vostri amici rimasti chiusi in ufficio.
Tra le mete più sbandierate troviamo Bali, dove puoi lavorare sotto una palma con vista oceano, a meno che non ti ritrovi invaso dagli ordini di cibo e dai turisti in cerca di posti segreti (ah, la privacy!). Oppure Lisboa, città tanto trendy quanto inaccessibile dal punto di vista degli affitti, ma dove suona perfetto dire “Lavoro da remoto con fado in sottofondo”, anche se poi dovrai arrangiarti in qualche caffè semi-sconosciuto che comunque ti ricarica 4 euro per un espresso.
Non manca Chiang Mai, in Thailandia, famosa tra i nomadi digitali per il costo della vita basso e la grande comunità di scrocconi del Wi-Fi gratuito. Insomma, un vero paradiso se non ti sconvolgono le 12 ore di fuso orario e le zanzare.
I miti da sfatare della workation perfetta
Non credete a chi vi dice che la workation sia tutto relax. Spoiler: il lavoro resta lavoro, anche se cambia la location. Il multitasking tra mail, videochiamate e prove tecniche di connessione de-localizzata può trasformare la vostra vacanza in un rush di scadenze e stress digitali.
E non fatevi ingannare dalle foto patinate su Instagram, dove un laptop decente sta accanto a un mojito illuminato da un tramonto finto. La realtà è un mix di prese elettriche introvabili, connessioni balbettanti e inevitabili zanzare che fanno ravvivare il sogno della noiosa scrivania di sempre.
Se poi siete tra gli ingenui che pensano che il lavoro da remoto sia sinonimo di “libertà totale”, sappiate che probabilmente verrete costretti a collegarvi nelle ore più improbabili per rispettare fusi orari lontani, con la fantastica esperienza di rispondere a email alle 3 del mattino dal vostro paradiso esotico – e non è certo quello della vostra fantasia.
Il vero segreto per una workation (se mai esistesse)
E alla fine, il segreto che nessuno racconta è che, per vivere una workation davvero “perfetta”, occorrerebbe possedere un mix di stipendi da star, il proprio ufficio personale su una spiaggia deserta, e il superpotere di non dover mai rispondere a mail inutili.
In alternativa, potete semplicemente godervi le vostre ferie staccando completamente dal lavoro, e smettere di inseguire questa chimera dell’“essere produttivi ovunque” che, tra l’altro, pare l’ennesima trovata per farvi lavorare di più mascherandola da “momento cool da condividere”. Geniale vero?
Ma se proprio proprio non resistete, almeno scegliete una bella sdraio, un buon cocktail e, per favore, toglietevi dalle scatole la videocamera altrimenti vi rovinate la workation perfetta (o quasi).



