Guerra Russia Ucraina: quando un drone decide di fare il turista sui palazzi romeni, ecco cosa succede oggi

Guerra Russia Ucraina: quando un drone decide di fare il turista sui palazzi romeni, ecco cosa succede oggi
Galați, nel sud-est della Romania. Risultato? Due persone ferite, perché mica si scherza con queste cose. Lo ha annunciato con grande sobrietà il ministero della Difesa rumeno, spiegando che il famigerato drone Shahed ha colpito il tetto di un edificio residenziale a due passi dal confine ucraino. Ovviamente, i media rumeni hanno subito liquidato l’accaduto come «una grave e pericolosa escalation». Per chi lo avesse dimenticato, la Romania era finita nel mirino durante gli attacchi russi notturni contro i porti ucraini lungo il Danubio, in particolare la città di Izmail. Dopo il siparietto del drone, due F-16 rumeni hanno deciso di prendere il volo, probabilmente per far vedere chi comanda.

Ovviamente, è la prima volta che un attacco russo riesce a causare vittime direttamente sul suolo della Nato. Un altro primato da record. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha voluto confermare il clima di tragedia scrivendo su X che:

«La guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un altro limite. Un’incursione di droni russi ha colpito un’area densamente popolata in Romania, ferendo dei civili. Su territorio dell’Ue. Siamo pienamente solidali con la Romania e il suo popolo.»

Non poteva mancare la dura condanna del ministro della Difesa italiana, Guido Crosetto, che ha definito l’attacco «intollerabile». Perché, si sa, quando succede alla Romania, la morale dell’Occidente trova finalmente un senso.

Il ministro Crosetto e la solita sfilata di retorica

Guido Crosetto ha espresso senza mezzi termini la sua indignazione:

«Esprimo la più ferma condanna per il drone russo che ha colpito un edificio residenziale nella città di Galați in Romania, provocando due feriti, di cui un minore. Ciò rappresenta una pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata. Al Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa rumeno Radu-Dinel Mirută e a tutto il popolo della Romania va la nostra più profonda solidarietà e vicinanza. Di fronte a queste minacce, la coesione della Nato resta incrollabile: la sicurezza di un membro dell’Alleanza e dell’Unione Europea è la sicurezza di tutti noi. Uniti a difesa della pace, della stabilità e del territorio euroatlantico.»

Come dire, niente di nuovo sotto il sole, ma ogni tanto è utile ripassare la lezione su come si fa la solidarietà a senso unico. Preparate i pop-corn per il prossimo episodio.

Parigi convoca Mosca: scena diplomatica in corsa

Come nel più prevedibile degli schemi, anche la Francia non ha perso tempo e ha convocato l’ambasciatore russo nella capitale per un “amichevole” chiarimento. Lo scopo? Condannare l’ennesima bravata dell’amato vicino di casa russo, che questa volta ha pensato bene di schiantare un drone su una città della Nato e dell’Unione Europea. Fortunatamente, solo due feriti lievi, ma la bufera politica non si è fatta attendere.

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, ha così spiegato alla stampa:

«Condanniamo questo atto irresponsabile della Russia contro un Paese amico, membro dell’Unione Europea e della Nato.»

Ma non finisce qui. Il diplomatico ha aggiunto che la protesta francese coinvolge anche i recenti “massicci bombardamenti contro i civili ucraini” e le “minacce contro diplomatici europei in Russia”. Insomma, un catalogo completo di cattive maniere, con in più questo nuovo “atto irresponsabile” che Parigi ha subito interpretato come un tentativo di spaventare e intimorire l’Occidente. Quanto saranno felici i diplomatici russi di questa accoglienza?

In definitiva, un evento tutto sommato minore ma che riesce a far scattare la solita escalation retorica e militare, con gli Stati occidentali pronti a unirsi in nome di un patto di solidarietà quanto mai selettivo, soprattutto quando i danni si manifestano fuori dai loro confini. Nel frattempo, i civili feriti, i confini violati e gli equilibri geopolitici si accumulano in questa tragicomica rappresentazione chiamata “guerra”.

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