Se il resto d’Italia si crogiola in un aumento del 22,5% della domanda di acquisto rispetto al primo trimestre 2025 — un’epidemia di entusiasmo che ha contagiato il 90% dei capoluoghi — Milano, da bravo guastafeste, segna un deludente -7%. Eh sì, anche le capitali culturali come Firenze e Bologna fanno compagnia al capoluogo meneghino con cali rispettivamente del -6,8% e -2,3%.
Nel fantasmagorico ranking della domanda immobiliare, al primo posto troneggia Roma con un indice di 4,5, seguita da Cagliari (3,7) e Lecce (3,4). Che fine ha fatto Milano? Si accontenta di un misero 2,4, fuori dalla Top 10 nazionale, ma almeno un po’ sopra la media (1,5). Per dare un’idea del celebri traguardi meneghini, è alla pari con Brescia, Pordenone e Catania. Eccitante, vero?
La medaglia d’oro degli aumenti va a città come Palermo (+50,5%), Genova (+34,6%), Bari (+28,8%), Venezia (+27,4%), ovviamente Roma (+24,6%) e Torino (+20,6%). Insomma, un vero party immobiliare a cui Milano ha deciso di non partecipare.
Affitti: il disastro meneghino
Ma aspetta, c’è di più: se pensavate che la flessione fosse una scocciatura solo sulle compravendite, preparatevi a ridere. Nel segmento degli affitti Milano fa un tuffo nel vuoto. Dove in Italia la domanda di locazione calcolata mediamente perde circa il 9,4%, il capoluogo lombardo si distacca clamorosamente con un -19,2%. Tradotto: less is more, ma evidentemente non per chi vuole affittare a Milano.
Con un indice di domanda di soli 6,9, la città scende ben al di sotto della media nazionale di 12 e si trova in compagnia piuttosto solitaria, quasi da vergogna, mentre città come Bolzano (67), Prato (42) e Rimini (39) si stanno godendo una sorta di Olimpiade degli affitti. L’eccezione che conferma la regola è Roma, che con un indice di 22 si piazza sorprendentemente nella Top 10 nazionale.
Per completare il quadro dell’umiliazione meneghina, altre grandi città sorpassano Milano con indici ben più consistenti: Verona a 19,8, Genova a 15,9, Torino a 13,7, Bari a 13,6 e Firenze a 12,7. Una sfilza di concorrenti che si permettono serenamente di rubarle la scena.
Il paragone impietoso con gli altri capoluoghi
L’ammirevole crollo meneghino del 19,2% nella domanda di locazione si inserisce in un contesto dove il 55% dei capoluoghi italiani soffre una simile crisi d’interesse verso l’affitto. Ma attenzione: alcune città, incuranti delle mode, sfidano ogni logica, come Bologna (-42%), Firenze (-39,8%), Verona (-37,6%) e Torino (-28,3%). Si vede che non tutti ce la fanno a desistere con tanto ardore.
Genova e Bari, invece, si sono scrollate di dosso la noia e chiudono il trimestre con un fiacco ma orgoglioso +3% e +1%. Se non altro, l’Italia non si fa mancare nulla: tra chi affoga, chi annaspa e chi galleggia con stile scanzonato, Milano fa la sua parte. In negativo, naturalmente.



