Una tripletta azzurra al primo turno del Roland Garros: Jannik Sinner, Matteo Arnaldi e Luciano Darderi avanzano senza problemi al secondo turno. Come sempre accade, però, non poteva mancare la nota dolente: Elisabetta Cocciaretto è stata eliminata dalla giovane russa Alina Korneeva. Ma andiamo con ordine.
L’esordio serale di Sinner nel centrale Philippe-Chatrier, gremito fino all’inverosimile dopo il suo trionfo agli Internazionali di Roma, è stato un vero e proprio monologo. Il nostro campioncino trentino ha liquidato il ventiseienne francese Clément Tabur in tre comodi set (6-1 6-3 6-4), aggiudicandosi così un posto nel secondo turno di quello che, guarda un po’, è l’unico slam che manca ancora alla sua collezione. Complimenti, Jannik, che dopo aver fatto abbassare la temperatura parigina sotto i 30 gradi (forse grazie alle tue bordate) ha mandato a casa il povero Tabur, numero 171 ATP, senza lasciare un briciolo di speranza.
Il prossimo avversario del nostro astro nascente sarà l’argentino Juan Manuel Cerundolo, numero 56, che ha avuto la benevolenza di piantare sul campo il britannico Jacob Fearnley. Inutile dire che Sinner sulla terra battuta di Porte d’Auteuil è una furia: Tabur semplicemente non riesce a tenere il ritmo, travolto da colpi profondi e pesanti. Nel secondo e terzo set si è visto qualche flebile spiraglio dal francese, che ha persino avuto il pubblico di casa a spronarlo con un suadente “Allez Clément, Allez Clément!”. Un vero incanto. Peccato che il gigante delle Dolomiti non si sia minimamente scomposto e abbia mantenuto saldo il suo vantaggio, fino a chiudere il match in un sonno generale di emozioni.
Arnaldi fatica ma vince: la sofferenza è la sua specialità
Proseguiamo con Matteo Arnaldi, che ha trasformato il primo turno in una maratona sottolineando che, sì, l’italiano medio in campo prova sempre a soffrire un po’ prima di vincere. Dopo quasi quattro ore di battaglia contro l’olandese Tallon Griekspoor, numero 33, Arnaldi ha superato l’ostacolo con un roboante 6-7, 6-3, 7-6, 6-3. Profondo conoscitore dell’arte della fatica fisica, Matteo non ha perso occasione per dichiarare in conferenza stampa quanto ami queste fatiche titaniche, perché “se riesco a portare questo nei match, credo di tirare fuori il meglio del mio tennis”. Parola di chi ha passato oltre tre ore in campo soprattutto a cercare di non sciogliersi.
Al prossimo turno, il giovane massacrante incontrerà un tizio dal nome imponente: Stefanos Tsitsipas. Proprio sotto la Tour Eiffel, Tsitsipas aveva liquidato Arnaldi due anni fa agli ottavi, ma in fin dei conti l’umiliazione può servire da stimolo, no?
Darderi si fa valere, Cocciaretto chiede il medico
Il nostro tris italiano si completa grazie a un convincente Luciano Darderi, che ha trovato il modo di far soffrire l’austriaco Ofner nel primo set, chiuso 7-6 dopo una lotta accesa, per poi accellerare e chiudere il match con un comodo 6-2 6-3. Vittoria facile, praticamente un’assoluzione anticipata in questo torneo tanto caro.
Nel frattempo, la povera Elisabetta Cocciaretto con la sua inossidabile sfortuna ha ceduto senza appelli alla diciottenne qualificata russa Alina Korneeva, 6-3 6-3. Nessuna sorpresa, dato che l’italiana ha avuto problemi fisici non da poco e si è dovuta persino affidare a un medical time out tra il primo e il secondo set per curarsi il ginocchio sinistro, prontamente fasciato. Chissà se col prossimo match riuscirà a presentarsi con due gambe intere.
Sabalenka non tradisce: passeggiata per la numero 1
Infine, a guastare un po’ di gloria azzurra, ci pensa la regina del ranking femminile, Aryna Sabalenka. Nella solita fornace parigina, la bielorussa ha superato con relativa facilità la spagnola Jessica Bouzas Maneiro, numero 50 WTA, con un 6-4 6-2 che non ammette repliche. Insomma, niente colpi di scena da parte di chi interessa davvero.



