Lunedì 25 maggio alle ore 11.00, presso la prestigiosa sede di Unindustria Viterbo in Via Faul 17, andrà in scena la presentazione di quel capolavoro chiamato “Valorizzazione Filiera del legno di Castagno”. Un progetto milionario, realizzato ovviamente in collaborazione con il glorioso Centro per l’Innovazione Tecnologica e lo Sviluppo del Territorio – CINTEST dell’Università della Tuscia, e ovviamente con un contributo della solita indispensabile Camera di Commercio di Rieti e Viterbo. Il tutto, come sempre, per potenziare la competitività, la sostenibilità e, soprattutto, la capacità di fare tanti soldini per le imprese coinvolte.
Non solo una vaga promessa, infatti il progetto si propone di tracciare una roadmap – parola affascinante e puntualmente usata per nascondere la mancanza di soluzioni concrete – con l’obiettivo di dare nuova linfa al legno di castagno, questa perla della provincia di Viterbo. Pare che la chiave di tutto sia la costruzione di una “forte identità collettiva”, perché niente dice business come sentirsi tutti uniti sotto lo stesso marchio, vero?
Saluti e parole di circostanza
L’evento si aprirà, come da copione, con i saluti istituzionali di Andrea Belli, gran capo di Unindustria Area territoriale di Viterbo, e Francesco Monzillo, Segretario Generale della Camera di Commercio Rieti – Viterbo. Insomma, i soliti volti amichevoli che non si fanno mancare una buona occasione per farsi vedere e raccontare quanto amore hanno per il legno locale.
Segue l’attesissima presentazione dello studio “Valorizzazione della Filiera del Legno di Castagno della Provincia di Viterbo”, affidata a Michela Piccarozzi, Professore Associato presso il Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa dell’Università degli Studi della Tuscia. Con così tanto peso accademico in campo, non c’è dubbio che il legno di castagno uscirà profondamente rivoluzionato da questo incontro.
Naturalmente, per chi volesse farsi una cultura (o magari solo una scusa per prendere un caffè insieme agli illustri ospiti), è possibile partecipare: basta inviare una conferma di presenza all’indirizzo email indicato. Perché, alla fine, è proprio lì che si coltivano le sorti del nostro amato legno locale e tutto ciò che ne consegue – ovvero la grande magia di trasformare un semplice tronco nel mito industriale del futuro.



