Il progetto? Ah, mica semplice: ci saranno quattro palestre, capezzoli multifunzione dedicati a basket, volley e altre attività di dubbia serietà, più quattro sale. Ma non di quelle normali, no. Due sale polifunzionali (così polifunzionali che forse servono a tutto e a niente), una per il fitness (per chi osa ancora sudare), e una per le discipline orientali, perché tanto nel 2024 non si può non essere interculturali fino al midollo.
Ovviamente, non potevano mancare gli spazi medici (per i malori da sport improvviso), i gloriosi spogliatoi e – last but not least – zone di ristoro, perché lo sport fa fame. E dopo una partita a basket si sa, niente come un hamburger da asporto per onorare l’atleta che è in noi.
La Polisportiva Garegnano, con i suoi 5.500 soci – più o meno gli abitanti di un piccolo paese – si gode una concessione da ben 31 anni e mezzo, manco fosse un affitto di lusso a New York. Si tratta di un investimento di circa 8,7 milioni di euro, gentilmente cofinanziati dal Comune per 2,9 milioni, perché mica può mancare il tocco pubblico. E mentre loro si godono i soldi, noi aspettiamo di vedere con calma il progetto esecutivo e, con un po’ di fortuna, l’apertura del centro sportivo entro la fine del 2027. Nel frattempo, fate stretching.
La magia della concretezza in salsa milanese
L’assessora allo Sport Martina Riva ha dichiarato con una compostezza che farebbe invidia a un politico navigato:
“La firma della convenzione ci consente finalmente di dare concretezza a un progetto atteso dal territorio e capace di unire nuova impiantistica sportiva, presidio sociale e servizi per il quartiere. La Polisportiva Garegnano rappresenta una realtà profondamente radicata nella città, che da anni interpreta lo sport come strumento educativo, inclusivo e aggregativo. Un modello che sposa pienamente la visione del Comune per lo sport in città”.
Insomma, il classico mix di parole che promettono mari e monti, come se il territorio aspettasse questo centro come l’acqua nel deserto. Ma si sa, nel mondo del politichese, “concretezza” è sinonimo di “iniziamo tra tre anni” e “presidio sociale” vale spesso più come titolo di un romanzo fantasy che come realtà tangibile.
Un valore aggiunto per… tutte le tasche
Stefano Pucci, il presidente della Polisportiva, ovviamente ha sentito il dovere di ammorbare tutti con un sorriso da commerciale che ha appena firmato un grosso affare:
“Sono molto contento di aver fatto un significativo passo avanti per la realizzazione di questo ambizioso progetto. Sono certo che il nuovo centro sportivo potrà consentire alla Polisportiva di arricchire le sue proposte motorie e sportive e di migliorarne la qualità, oltre che rappresentare un valore aggiunto per tutta la comunità del Municipio 8 e per l’intera città. Ringrazio l’Amministrazione comunale, ed in particolare l’assessora Riva, per il supporto e per il sostegno che ci ha costantemente concesso e che non è mai venuto meno anche nei momenti di difficoltà”.
Impressionante questo “mai venuto meno”, considerando i nostri lunghi anni di speranze appese a un cantiere che si aprirà chissà quando. Il presidente dimentica forse che tra qualche anno, mentre lui continuerà a ringraziare, i cittadini potrebbero sperare solamente di avere un campo decente in cui giocare a ping pong senza doversi battere coi piccioni.
Benvenuti quindi nel meraviglioso mondo delle grandi opere (e grandi promesse) milanesi, dove i milioni si contano, le concessioni volano e i sogni restano – per ora – negli stadi dell’improbabile. Alla faccia della concretezza.



