Ovviamente non manca la solita lodevole iniziativa denominata “Voce alle imprese”, già ben collaudata nelle altre due aree industriali di Latina, di quelle in cui i sogni di un futuro migliore sono da sempre un filo più sottili del caffè della macchinetta aziendale. Lo scopo? Beh, mica semplice: “porre l’attenzione sulle aree industriali” e – tenetevi forte – creare “uno spazio di confronto e collaborazione tra imprenditori”. Insomma, un po’ come mettere insieme gatti e cani per vedere se finalmente iniziano a parlarsi.
Si apre con i saluti degli altissimi prelati del business locale: Corrado Diaz Gonzales, patron di Eurpack Giustini Sacchetti, la “grande” Tiziana Vona, regina di Unindustria Aprilia, e non potevano mancare i soliti noti come Roberto Tursini, che presiede il Comitato Piccola Industria di Aprilia, e il super presidente del Consorzio Ciap, Marco Braccini. Un parterre de roi pronto a dispensare saggezza industriale dal cuore pulsante della periferia produttiva laziale.
La platea si arricchisce ulteriormente con la presenza del direttore del Consorzio Industriale del Lazio, Claudio Ferracci, e del suo vice, l’irriducibile Paolo Marini, il quale vanta pure una delega niente meno che sul Consorzio stesso. Le pietre miliari del dibattito? Naturalmente “infrastrutture”, recupero delle “strutture dismesse” (immaginate qualche fabbrica abbandonata da anni) e la “procedura di inclusione” dell’area industriale nel perimetro consortile. Ovvero, la delicata arte di far parte di un club esclusivo per non rimanere un’isola nel mare magnum del declino produttivo.
Tiziana Vona dichiara, con tutto il fervore che solo una presidente può avere:
“Desidero ringraziare il Consorzio Industriale del Lazio, il Commissario Raffaele Trequattrini e il Direttore Claudio Ferracci per la loro disponibilità e impegno costante ad avviare tutti insieme alcuni progetti per il miglioramento della vivibilità e delle infrastrutture nelle aree industriali. Ringrazio inoltre l’azienda Eurpack per averci ospitato e tutte le aziende presenti. Auspichiamo di poter trovare tutti insieme soluzioni adeguate alle problematiche di questa area industriale.”
Ah, la “vivibilità” in un’area industriale! Già un ossimoro di per sé degno di nota, ma il tono è solenne, come se si stesse annunciando la cura per il cancro del settore produttivo locale.
Anche il vicepresidente Paolo Marini si unisce all’epopea industriale, insegnandoci la via maestra:
“Iniziative di questo tipo rafforzano la conoscenza delle attività del Consorzio Industriale tra le imprese del territorio. È importante promuovere una politica industriale unitaria e coesa lungo tutto il perimetro regionale. L’obiettivo è quello di innalzare il livello di tutte le aree industriali del Lazio; per farlo è necessario costruire un dialogo costruttivo e aperto al confronto tra tutti i soggetti interessati.”
Tradotto dal burocratese, significa più o meno: “Facciamo finta di collaborare, parliamo tanto, ma alla fine nessuno si muove davvero.” La solita ricetta per far navigare a vista una zona che sogna infrastrutture decenti, investimenti seri e una boccata d’aria fresca che tarda ad arrivare da decenni.
Insomma, se vogliamo una ricetta di successo per non cambiare nulla, continuiamo così. Qualcuno però dovrebbe ricordare a queste assemblee di potere che “parlare” non paga bollette né rianima capannoni abbandonati; al massimo, crea ottime occasioni per selfie istituzionali e caffè infiniti.



