Lambrate sforna capolavori letterari tra laboratori di lettura e fantasia fuori controllo

Lambrate sforna capolavori letterari tra laboratori di lettura e fantasia fuori controllo
rsa I Mulini di Lambrate, gestita dal mai abbastanza lodato gruppo Sereni Orizzonti, e i pargoli della scuola dell’infanzia Pini hanno brillantemente concluso giovedì scorso l’ambizioso progetto “Fili di storie”. Un’iniziativa che, come da copione, ha tentato di far “socializzare” generazioni per il bene supremo dell’umanità: contrastare quel piccolo fastidio noto come isolamento sociale degli anziani. Insomma, mani che si incontrano tra vasetti di fiori e cappellini di carta, cercando di fare miracoli con qualche laboratorio di lettura e attività manuali.

Il programma ha coinvolto i rappresentanti più teneri e più “strusciati” della scuola materna, in particolare i bambini delle classi medie e grandi. Il nobile obiettivo? Creare un percorso di scambio intergenerazionale che, ovviamente, non avrebbe potuto far altro che esaudire tutti i sogni del mondo comunitario e sociale. Starà a noi crederci o a ridere di fronte a cotanta poesia del buonismo sociale.

Il laboratorio botanico della classe media

Nel tanto atteso incontro con la classe media, la natura e il mondo vegetale hanno fatto da protagonisti assoluti. Quale modo migliore per aprire le danze se non leggere insieme il libro Nina, nonna e le piante? Poi, ovviamente, ci si è gettati con entusiasmo nella decorazione di vasetti di terracotta, perché niente dice “cura” come colorare qualche contenitore rustico. Nel secondo tempo di questa trionfale saga intergenerazionale, le accoppiate “anziano-bimbetto” si sono cimentate nella semina di margherite, affrontando temi profondi come la crescita, i germogli e la cura reciproca… tutto ciò racchiuso in un semplice gesto, forse il più nobile della giornata: mettere un seme nella terra.

La passerella dei cappelli con i grandi

Nel salotto delle idee geniali, con i grandi della scuola dell’infanzia a dominare la scena, l’argomento principe era il cappello – perché si sa, ogni buon progetto sociale deve avere un tema d’appendice divertente. Ispirati dal libro Il cappello del nonno, i bambini hanno collaborato con gli ospiti della struttura impiegando cartoncini, feltro e pannolenci; senza dimenticare il tocco immancabile della raccolta di materiali riciclati, perché il rispetto ambientale non può mancare. Lo strepitoso culmine? Una sfilata conclusiva dove pupi e nonni hanno sfoggiato con orgoglio la loro produzione di copricapi da passerella… o da geriatrico circo.

Diplomi e doni, perché tutto deve finire in una cerimonia

Come in ogni favola a lieto fine degna di questo nome, al termine del progetto sono stati distribuiti doni e riconoscimenti per tutti. Le classi della scuola dell’infanzia si sono viste consegnare in dono i libri illustrati, rigorosamente regalati da quegli stessi ospiti della rsa che poco prima erano impegnati a farli giocare a fare i giardinieri e i modisti. Non potevano mancare i diplomi: un attestato da “mastro cappellaio” per i creativi più ispirati e uno certificato da “amico delle piante” per quelli più green – per rincarare il senso di partecipazione e autocelebrazione.

Il nobile scopo sociale a Lambrate: un incontro generazionale da manuale

Il cuore dell’iniziativa? Creare un ponte tra chi ha già fatto parecchi giri intorno al sole e chi invece sta imparando a camminare, trasformando questo varco temporale in una “risorsa per il territorio”. A spiegare la magnanimità del progetto è stata Federica Cuscona, direttrice della rsa I Mulini, che ha spicciato un sentito discorso sull’importanza di combattere con ogni mezzo l’isolamento sociale degli anziani. Ovviamente, la paternale si è conclusa con la solenne dichiarazione che l’esperienza ha permesso ai piccolini di sviluppare valori altissimi come l’empatia, la lentezza e il rispetto per la fragilità degli altri. Peccato però che a volte tutto ciò sembri un po’ come regalare una piuma a uno squalo e sperare che si metta a fare il piumino di turno.

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