Il programma ha coinvolto i rappresentanti più teneri e più “strusciati” della scuola materna, in particolare i bambini delle classi medie e grandi. Il nobile obiettivo? Creare un percorso di scambio intergenerazionale che, ovviamente, non avrebbe potuto far altro che esaudire tutti i sogni del mondo comunitario e sociale. Starà a noi crederci o a ridere di fronte a cotanta poesia del buonismo sociale.
Il laboratorio botanico della classe media
Nel tanto atteso incontro con la classe media, la natura e il mondo vegetale hanno fatto da protagonisti assoluti. Quale modo migliore per aprire le danze se non leggere insieme il libro Nina, nonna e le piante? Poi, ovviamente, ci si è gettati con entusiasmo nella decorazione di vasetti di terracotta, perché niente dice “cura” come colorare qualche contenitore rustico. Nel secondo tempo di questa trionfale saga intergenerazionale, le accoppiate “anziano-bimbetto” si sono cimentate nella semina di margherite, affrontando temi profondi come la crescita, i germogli e la cura reciproca… tutto ciò racchiuso in un semplice gesto, forse il più nobile della giornata: mettere un seme nella terra.
La passerella dei cappelli con i grandi
Nel salotto delle idee geniali, con i grandi della scuola dell’infanzia a dominare la scena, l’argomento principe era il cappello – perché si sa, ogni buon progetto sociale deve avere un tema d’appendice divertente. Ispirati dal libro Il cappello del nonno, i bambini hanno collaborato con gli ospiti della struttura impiegando cartoncini, feltro e pannolenci; senza dimenticare il tocco immancabile della raccolta di materiali riciclati, perché il rispetto ambientale non può mancare. Lo strepitoso culmine? Una sfilata conclusiva dove pupi e nonni hanno sfoggiato con orgoglio la loro produzione di copricapi da passerella… o da geriatrico circo.
Diplomi e doni, perché tutto deve finire in una cerimonia
Come in ogni favola a lieto fine degna di questo nome, al termine del progetto sono stati distribuiti doni e riconoscimenti per tutti. Le classi della scuola dell’infanzia si sono viste consegnare in dono i libri illustrati, rigorosamente regalati da quegli stessi ospiti della rsa che poco prima erano impegnati a farli giocare a fare i giardinieri e i modisti. Non potevano mancare i diplomi: un attestato da “mastro cappellaio” per i creativi più ispirati e uno certificato da “amico delle piante” per quelli più green – per rincarare il senso di partecipazione e autocelebrazione.
Il nobile scopo sociale a Lambrate: un incontro generazionale da manuale
Il cuore dell’iniziativa? Creare un ponte tra chi ha già fatto parecchi giri intorno al sole e chi invece sta imparando a camminare, trasformando questo varco temporale in una “risorsa per il territorio”. A spiegare la magnanimità del progetto è stata Federica Cuscona, direttrice della rsa I Mulini, che ha spicciato un sentito discorso sull’importanza di combattere con ogni mezzo l’isolamento sociale degli anziani. Ovviamente, la paternale si è conclusa con la solenne dichiarazione che l’esperienza ha permesso ai piccolini di sviluppare valori altissimi come l’empatia, la lentezza e il rispetto per la fragilità degli altri. Peccato però che a volte tutto ciò sembri un po’ come regalare una piuma a uno squalo e sperare che si metta a fare il piumino di turno.



