Non è proprio il ritorno trionfale che ci si aspetterebbe da una “vacanza di lusso”, ma a quanto pare, i venti turisti italiani a bordo dello yacht Duke of York stanno per mettere piede a Milano Malpensa, dopo che la loro escursione subacquea si è trasformata in un thriller degno di un romanzo noir. Fortunatamente, questi superstiti sono incolumi, anche se probabilmente scossi a dovere, pronti a raccontare la loro versione di un episodio che ha finito per oscurare qualsiasi idea di relax.
Il tutto è successo nell’Oceano Indiano, precisamente vicino all’isola di Alimathà, piccola perla dell’atollo di Vaavu alle Maldive. Cinque temerari sub, italiani tutti, si sono immersi dalle acque dello yacht con il nome che evoca nobiltà, ma l’aria di mistero si è subito addensata quando non sono più riemersi all’orario prestabilito. Ovviamente, innescando panico e protocolli d’emergenza da manuale presso la guardia costiera locale e le autorità maldiviane che, col loro zelante attivismo, hanno dato il via alle ricerche.
Nel frattempo, a Malpensa, i venti compagni di viaggio stanno varcando il confine del nostro bel Paese, pronti a essere interpellati per far luce su ogni dettaglio delle tragiche ore trascorse. Sarà un bel da fare, cercare di spiegare cosa sia andato storto in quella famigerata immersione, se mai ci sarà chiarezza.
Nel mentre, le operazioni di ricerca proseguono sul luogo della sparizione, senza alcuna pietà o tregua, in cerca non solo di risposte ma dei corpi dei cinque sventurati: Monica Montefalcone, professoressa associata di ecologia marina presso l’Università di Genova, la sua giovane figlia ventiduenne Giorgia Sommacal, condannata a restare nell’ombra dell’evento, l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti di Padova, la biologa marina e ricercatrice piemontese trentunenne Muriel Oddenino e l’altro trentunenne piemontese con laurea in Biologia ed ecologia marina, oltre a istruttore subacqueo certificato, Federico Gualtieri. Finora, l’unico risultato tangibile, se così vogliamo chiamarlo, è stato il recupero del corpo di Benedetti, rendendo l’intera vicenda ancora più angosciante.



