Che sorpresa! A Milano arriva una nuova stretta sulla movida, perché evidentemente la città non ne aveva abbastanza di regole e limitazioni per divertirsi. Da giugno a novembre, l’amministrazione comunale ha deciso di mettere mano al portafoglio dei locali, concedendo il privilegio a ben undici zone della città – più l’area Lazzaretto-Melzo – di godere di un nuovo, sfavillante regolamento notturno. Il tutto per trovare il delicatissimo equilibrio tra il diritto al “dolce far niente” dei residenti e le attività commerciali che cercano di sopravvivere, si presume.
La geografia dei “privilegi” è piuttosto vasta: Nolo, Isola, Sarpi, Cesariano, Arco della Pace, Como/Gae Aulenti, Garibaldi (con qualche eccezione, perché non si può mica vietare tutto), Brera, Ticinese, Darsena e Navigli, senza dimenticare Cinque Vie. Insomma, praticamente metà città sulle quali caleranno le nuove restrizioni, pronte a “salvare” i cittadini dal tormento di una serata allegra.
I divieti: monotonia al posto della movida
Quali meraviglie ci riserva la nuova ordinanza? Prima di tutto, addio alla vendita di alcolici dopo le 22 per negozi e distributori automatici, perché nulla dice “divertimento” come tornare a casa con le mani vuote. Ma aspetta, c’è di più: da mezzanotte sarà vietata la vendita e somministrazione per asporto di qualsiasi bevanda alcolica per bar e artigiani. Che peccato non poter più portare via quel bicchierino di gioia!
Per i plateatici si prevede la chiusura rigorosamente all’1 di notte nei giorni feriali e alle 2 nei weekend e festivi, come se il tempo a disposizione per socializzare si liquidasse in poche ore e basta. E non dimentichiamoci del commercio itinerante, che dovrà piegarsi al limite delle 20. Davvero un trattamento di favore.
Il caso Lazzaretto-Melzo: quando la moderazione diventa un ossessione
Se pensate che le regole siano uguali per tutti, vi sbagliate di grosso. La zona del Lazzaretto-Melzo riceve un trattamento tutto speciale, più severo e rigoroso. Il motivo? Una sentenza del tribunale di Milano del dicembre 2025 che ha gentilmente ordinato a palazzo Marino di eliminare i rumori molesti da quella zona, come se la proliferazione dei divieti potesse magicamente far sparire il chiasso urbano.
Qui, la festa finisce ancora prima di iniziare: stop alla vendita e all’asporto di cibo e bevande, anche non alcoliche, dalle 22 fino alle 6 del mattino successivo. Per la consegna a domicilio, certo, c’è un’oasi felice di libertà, ma il dehors deve svuotarsi tra mezzanotte e le 6, mentre il commercio itinerante si ferma già dalle 20 fino all’alba. Insomma, godetevi la quiete, tanto alle ore 20 del pomeriggio la città ha già reso omaggio al silenzio.
Quando queste regole entreranno in vigore?
I documenti per l’avvio del procedimento sono stati prontamente pubblicati all’albo pretorio, regalando a associazioni di categoria e cittadini la rara possibilità di offrire suggerimenti o – per usare termini più ironici – di provare a smussare un po’ gli angoli entro il 30 maggio. Come ciliegina sulla torta, l’amministrazione intende chiudere la pratica e firmare le ordinanze entro la seconda settimana di giugno, giusto in tempo per rovinare le notti estive di chi ancora spera di godersi un po’ di libertà.



