Weekend 15-17 maggio preparatevi alla solita domenica di eventi irrinunciabili (o forse no) in città

Weekend 15-17 maggio preparatevi alla solita domenica di eventi irrinunciabili (o forse no) in città

Il weekend dal 15 al 17 maggio a Milano si preannuncia una vera esplosione di eventi, perché accontentare uno quando puoi offrirne cento, giusto? Tra musica infinita, giochi da grandi e piccini, festival che parlano di diritti (per chi ama le chiacchiere), e mercatini vintage per far finta di essere hipster, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Per gli amanti delle dita agili, torna Piano City con oltre 250 concerti gratuiti sparsi in ogni angolo della città; non vorrete mica lamentarvi di noia? Se poi vi va di fare un tuffo nel futuro pallonaro, in Gae Aulenti Lego Italia vi aspetta al suo “Lego Stadium”, una specie di tempio Lego dedicato alla Coppa del Mondo FIFA 2026. Ah, la magia del calcio costruita a pezzi!

Se invece siete appassionati di diritti umani (leggi: amanti del buonismo da salotto), il We World Festival vi accoglie da Base con talk e incontri che promettono cambiamenti concreti. Sarà vero? Perché, si sa, parlare è gratis, cambiare un po’ meno.

Amanti del vintage e dell’artigianato eclettico, tenetevi forte: il Sabato di Lambrate vi propone due mercatini con 70 espositori, artigiani e illustratori provenienti da ogni angolo d’Italia, pronti a farvi scervellare tra creazioni “uniche” e “fatte a mano”.

Un Weekend musicale e gastronomico, perchè non farci mancare niente

In tema di concerti, non poteva mancare il ritorno del Masolino Ensemble con lo spettacolo “Invictus” nella suggestiva cornice della Certosa di Garegnano. Per chi preferisce ingrassare con classe, a Segrate si festeggia la Puglia con una sagra che promette un viaggio gastronomico tra specialità del Sud, mentre il Department 184 si trasforma in un paradiso di food corner, cocktail bar e dj set per chi ama mangiare e ballare fino allo sfinimento.

Arte e cultura: offerte gratuite per chi vuole farsi del male

Imperdibili le esposizioni gratuite: allo Spazio Leonardo c’è la mostra “Celestial Guardians” dell’artista argentina Micaela Piñero, una serie di grandi dipinti su tessuto che, a quanto pare, ricoprono tutta la galleria. Che originalità, non si vede tutti i giorni qualcosa che copre interi spazi!

Al Prologis Park Romentino si organizzano tour gratuiti per scoprire un progetto di urban art, perché l’arte deve essere prima di tutto esperienza, anche se gratuita e forse un po’ autocompiaciuta. Intanto, all’Art Gallery spicca la mostra “Dorme un canto in ogni cosa”, omaggio a Imi Knoebel, uno dei guru dell’astrazione europea del ‘900, roba da veri intenditori.

E per chi si accontenta di districarsi tra collage e serigrafie, il Workness Club ospita la personale di Alessandro Filograna, che mescola passato e presente, tradizione e quotidiano in un mix che sfida qualsiasi logica.

Camminare e Futuro: perché stare fermi è noioso

Il sensato “Camminare. Il Festival del Social Walking” dà appuntamento a Parco Sempione per scoprire il viaggio a piedi con ospiti come Diego Passoni ed Enrico Brizzi. Per chi preferisce invece scoprire professioni che probabilmente non esisteranno tra cinque anni, il Step FuturAbility District è il luogo da visitare: un concentrato di “connessione con il futuro” che suona tanto come “tentativo disperato di restare al passo”.

Grandi mostre per chi ama la nostalgia artistica

Per chi desidera reprimere la propria voglia di cultura alta, Palazzo Reale sfodera 400 opere che raccontano i maestri della Metafisica: pitture, sculture, fotografie e disegni in abbondanza, giusto per sentirsi profondi almeno per un weekend. Contemporaneamente, il Museo del Novecento ospita “Milano Metafisica”, un’altra chicca dedicata al legame ormai imprescindibile tra la città e questo movimento artistico.

Non manca la fotografia, con la mostra su Giovanni Gastel sempre a Palazzo Citterio, e per chi vuole un tuffo nell’Ottocento, la retrospettiva sugli Macchiaioli svela oltre 100 opere tra Fattori, Lega e Signorini. Insomma, roba da rimanere incollati tra pennelli e tele, sognando di sapere tutto d’arte.

Ultimo, ma non meno importante, al Mudec “Il senso della neve” racconta l’universo delle Olimpiadi Invernali, perché nulla dice cultura quanto studiare la neve come lente interpretativa dei cambiamenti culturali e sociali. Provate a fare lo stesso con la pioggia, vediamo che succede.

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