Tra opera e Corsico un capolavoro di traffico e code che ti farà meditare sul senso della vita

Tra opera e Corsico un capolavoro di traffico e code che ti farà meditare sul senso della vita

Benvenuti nel magico mondo del traffico milanese, dove un banale incidente sulla tangenziale Ovest riesce a trasformare un tranquillo mercoledì sera in un’apocalisse automobilistica degna di un film catastrofico. Siamo il 13 maggio e, poco dopo le 19, due auto decidono di darsi un impatto proprio tra le uscite di Val Tidone e Vigentina, regalando a chiunque abbia la sventura di trovarsi in tangenziale ore di code e imprecazioni varie.

Ovviamente, le cause di questo scontro sono ancora avvolte nel mistero, perché nulla sarebbe più divertente di lasciarci senza risposte certe. Come se non bastasse, lungo la stessa autostrada si aggiungono ben sei chilometri di coda, un “piccolo” dettaglio che Milano Serravalle tiene a precisare intorno alle 20, tra Corsico e Val Tidone. Nulla di più normale, insomma.

Sul palcoscenico dell’inevitabile tragedia cittadina arrivano anche gli eroi di turno: un’ambulanza, pronta a soccorrere una donna di 50 anni ferita, le cui condizioni – per fortuna – non sembrano destare particolare preoccupazione, e la polizia stradale, impegnata nella monumentale impresa di raccogliere dati e fare rilevamenti come se fosse un evento di portata epocale.

Il gran caos della tangenziale, o come ammazzare una serata in pochi minuti

Parliamoci chiaro: negli annali delle occasioni sprecate la gestione del traffico in una delle zone più trafficate d’Europa merita un premio speciale. Un semplice incidente, con una ferita non grave, si trasforma in un blocco totale, un’immobilità dolorosa e rabbiosa, con lo scenario perfetto per chi ama sfoderare clacson, insulti e resistenze all’aria condizionata.

Chi si occupa di ingegneria del traffico, o anche solo chi possiede un briciolo di buon senso, potrebbe domandarsi perché una rete autostradale così importante diventasse teatro di interminabili file per così poco. Ma la risposta, ovviamente, è più facile da intuire: un sistema che riesce a tenere sotto scacco intere città in caso di un semplice tamponamento è il corollario perfetto di una gestione pubblica che ha fatto della lentezza e inefficienza la propria bandiera.

Il paradosso della mobilità milanese

Quindi complimenti, Milano Serravalle e compagnia bella: siete riusciti a trasformare un banale tamponamento in un record di chilometri di coda, aumentando il tasso di frustrazione generale e regalando un’illusione di controllo sulle emergenze stradali pari all’efficienza di un orologio a sabbia. Chissà, magari il prossimo passo sarà introdurre i biglietti a pagamento anche per le code, giusto per non farci mancare nulla.

In fondo, al netto dell’ironia, resta la triste realtà di una città che sembra incapace di gestire il traffico quotidiano e ancora meno pronta a far fronte a un minimo imprevisto. Nel frattempo, gli automobilisti potranno consolarsi con lo spettacolo deprimente di un’asfaltata interminabile, all’insegna del potente motto “muoviamoci tutti… lentamente”.

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