Milano ha scocciato tutti e pretende una legge speciale come si usa solo nelle grandi occasioni. Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione Lombardia, ha annuito con convinzione alla proposta di Giorgio Gori, europarlamentare dem, durante le celebrazioni milanesi per la giornata dell’Europa. Secondo lui, basta con queste divisioni da bar, è ora di ritrovarsi intorno alla grande idea che Milano meriti “competenze e risorse” mai concesse prima. Sì, proprio quelle risorse con cui poter finalmente fare qualcosa di serio.
La pietra miliare? Una riforma metropolitana che non sia solo un gioco di parole in un comunicato stampa. Majorino sostiene (o meglio, si spera) che l’ente metropolitano spicchi il volo, acquisendo finalmente funzioni e soldi adeguati alla sua presunta “dimensione internazionale”. Non è solo uno sfogo locale, ma un coro nazionale per un riconoscimento legislativo che consenta a Milano di gestire da sola il caos della transizione dei prossimi anni. Nei mesi a venire, i palazzi romani saranno in fibrillazione per allineare i pianeti e far sì che tutti battano un solo pugno, o almeno evitino di prendersi a pugni.
Il battesimo della piattaforma AtenEU
Se la politica istituzionale fa le prove di sci, in piazza San Fedele c’è l’esordio della tanto pubblicizzata piattaforma AtenEU. Una rete pensata per mettere in cattedra studenti, giovani e associazioni in missione per l’integrazione europea. A segnalare l’evento è stato Carlo Calenda, segretario di Azione, che nel giorno dell’anniversario della dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 ha pensato bene di calcare la mano su un progetto civico che promette cieli sereni all’Unione. Il programma? Una rete permanente di vigili della causa europea, pronti a difenderla da ogni minaccia, anche se quella non ci fosse.
Il fronte trasversale degli europeisti
A Milano, l’evento ha radunato un esercito di volenterosi provenienti da ogni angolo dello spettro politico e dalle università. Accanto a Calenda e Gori, hanno fatto capolino Elisabetta Gualmini, Matteo Hallissey, Simone Leoni e Alessandro Tommasi. Un vero e proprio caleidoscopio politico che dovrebbe dimostrare come tornare amici sia possibile, purché si parli di Europa. L’obiettivo è trasformare quella che potrebbe essere una semplice commemorazione in una specie di presidio civico permanente. Insomma, “l’Europa unisce” sembra la nuova bacchetta magica per far sparire le solite liti da campagna elettorale.
Le celebrazioni per la giornata dell’Europa
Il richiamo di questa giornata è ovviamente storico, ovvero la famosa dichiarazione firmata 76 anni fa da Robert Schuman, allora ministro degli esteri francese, che di fatto mise la prima pietra al progetto europeo. Come sempre, tutto viene edulcorato in un richiamo a responsabilità politica “alta” e al senso del dovere. Peccato che tal senso non sembri poi molto diffuso nei fatti quotidiani. Per chi è andato a Milano, la difesa del progetto europeo deve trascendere le chiacchiere e tradursi in un impegno serio e concreto, che parta proprio dalle grandi città come questa capitale economica, crocevia di istituzioni locali e uffici di Bruxelles.



