Le Mans, Zarco fa il fenomeno mentre Marc Marquez si accontenta del fondo griglia e spera nel miracolo della Q1

Le Mans, Zarco fa il fenomeno mentre Marc Marquez si accontenta del fondo griglia e spera nel miracolo della Q1

Da un anno intero, si tormenta Johann Zarco con domande sulla sua vittoria a Le Mans, un francese che riesce a vincere in patria nella classe regina dopo 80 anni: un evento così sovversivo da sembrare quasi una leggenda metropolitana. E oggi, sempre nello stesso circuito, il pilota del team LCR si diverte a piazzarsi di nuovo primo, questa volta nelle prequalifiche. Non un’impresa da poco, soprattutto su una Honda che si potrebbe tranquillamente definire “spazzatura di classe” nella MotoGp. «Ho la possibilità di sognare ancora» proclamava con un sorriso sornione, mentre tutti gli davano la caccia come avessero smarrito il cervello. E infatti deve godersi il momento, perché le frustate delle Ducati non tarderanno ad arrivare: Di Giannantonio si fa sentire a soli 10 millesimi, seguito da Bagnaia e Alex Marquez, pronti a rovinargli la festa con la grazia di un elefante in una cristalleria.

Prequalifiche da brivido e Ducati mai così vipere

Fabio, con quel sorriso da chi non vince da troppo tempo ma non ha ancora perso la speranza, ad un certo punto ha azzardato un «Se non puntassi a qualcosa di importante, cosa starei qui a fare?» Immaginate la faccia di chi lo ascoltava, dopo tante gare in cui sembrava confondersi nell’asfalto. Pecco si mostrava stranamente zen persino dopo aver tamponato il suo ultimo tentativo di time attack: «Sono caduto, ma almeno ho portato la moto al limite, quasi quasi mi piace cadere così». Un’apoteosi di paradossi, perché il nostro piemontese non provava da un’eternità quella sensazione di poter competere davvero in un Gran premio. E ovviamente, bisogna ringraziare la benevola Aprilia, che tra gli spalti della MotoGp dona qualche speranza al leader della classifica Bezzecchi.

Perché, nonostante sia settimo e debba soccombere al cugino di squadra Martin e a un’altra Honda, quella di Mir, Béz ha dimostrato di saper giocare in questa partita. Marco è il maestro nell’arte di costruirsi vittorie e il venerdì gli serve per piantare le basi. «La mattina ho faticato più del previsto, ma il pomeriggio è stato rasserenante», ha confidato al mondo. Nel frattempo, il suo sguardo affilato resta puntato su uno spettacolare impossibile, ovvero Marc Marquez, che stranamente si arena nella top ten, e peggio ancora, si ritrova addirittura tredicesimo nella classifica del giro secco, condannato alla ‘Q1’, quel limbo infernale dal quale solo i disperati e i temerari cercano di emergere per contendersi la gloria delle file di partenza più ambite.

Il campione spagnolo non si perde d’animo e, da perfetto gentleman senza alibi, ammette: «La mia Ducati va bene, sono io che devo lavorare sulla mia guida». Forse un gesto troppo onesto per il teatro tragicomico del motociclismo, ma non si sa mai, un aiuto potrebbe arrivare dall’alto: meteo prevede un gran spettacolo di pioggia per qualifica, Sprint e soprattutto per la domenica. Finalmente! Acqua nel paddock significherebbe rimescolare le carte e offrirci quel tanto desiderato colpo di scena. Ovviamente, niente è garantito, ma domani il sipario si alza con qualifiche alle 10:50 e Sprint alle 15, mentre il pubblico potrà assistere a tutto in diretta, come fosse un reality show dove i protagonisti si rincorrono tra pozzanghere e scivolate.

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