Scovare nuove occasioni per crescere e intrecciare gli affari tra le imprese del Lazio, perché mica è sufficiente lamentarsi davanti a un caffè. Ecco il piano geniale di Unindustria, che ha deciso di lanciare un roadshow territoriale dedicato ai territori meno glamour della regione: Viterbo, Rieti e Civitavecchia. Un’epopea itinerante che vagherà per le città della regione, come una sorta di pellegrinaggio all’insegna del business. La prima tappa, poetico titolo: «Territori protagonisti di valore», è fissata per il pomeriggio di martedì 12 maggio, nel cuore pulsante della Tuscia, il capoluogo di Viterbo. E naturalmente, il tour non si fermerà qui.
Sembra quasi una missione impossibile unire territori così diversi sotto la bandiera della prosperità, ma chi siamo noi per dubitare? Forse, al di là dell’esornativo, si cerca davvero di risvegliare un tessuto produttivo che non fa notizia, ma che, chissà, potrebbe sorprendere. Le imprese della provincia sembrano spesso dimenticate, relegate all’ombra di Roma e delle altre metropoli, e questo tentativo di “metterle in rete” suona come un tentativo di risveglio da un lungo torpore.
Il roadshow di Unindustria è una specie di terapia di gruppo per imprenditori regionali, un’occasione per condividere storie, segreti, e magari qualche finanziamento. Insomma, un modo per mettere in luce quelle realtà imprenditoriali che sanno fare il proprio lavoro, ma che raramente si vedono sugli schermi nazionali o addirittura regionali.
La scelta delle città non è casuale, anzi: Viterbo rappresenta la Tuscia con le sue industrie e le eccellenze locali; Rieti, forse dimenticata da tutti, aspetta il suo momento di gloria imprenditoriale; e Civitavecchia, porta del Tirreno, ha un potenziale enorme, tra porto e industria, che aspetta solo di essere valorizzato. Tutti posti che, a ben vedere, potrebbero davvero essere protagonisti di un rilancio economico che non sia solo nei proclami.
Ovviamente, come ogni evento che si rispetti, non mancheranno i relatori illustri e gli interventi di chi, con la propria esperienza, può fornire qualche spunto di crescita. Peccato che a volte questa rete resti una tela di ragno, bella da vedere ma fragile da calpestare. Tuttavia, si spera che questa iniziativa non finisca come tante altre: un pomeriggio di applausi e qualche slide, senza un vero seguito.
Insomma, si tratta dell’ennesimo giro turistico imprenditoriale, con il sapore amaro di promesse e la speranza di qualche miracolo economico. Però, almeno, si può dire che qualcuno ci prova, anche se il rischio di vasto bla bla è sempre in agguato.



