Ah, la magica quarantunesima edizione di questa che chiamiamo rassegna cinematografica. Nientemeno che 50 film scelti con l’eliminatorio naturale da ben 450 proposte – perché la selezione è un’arte, non certo un mero filtro. Un tripudio di concorsi dedicati a lungometraggi, documentari e cortometraggi, per dare a tutti quell’inutile occasione di sperare in un premio o magari in un riconoscimento dal valore che farebbe impallidire persino un diploma di scuola guida.
Come ciliegina su questa torta di ambizione, arriva il regista Josè Goenaga, ospite d’onore direttamente da Spagna, pronto a illuminare lo schermo del Massimo con la sua aura di esperienza. Sicuramente uno di quei personaggi di cui avremo sentito parlare in almeno un’occasione poco prima di mettere piede in sala, perché è sempre meglio preparare il pubblico a qualcosa che non capirà fino in fondo.
Il Magnifico Processo di Selezione
Ora, facciamo due conti solo per il gusto di sottolineare l’assurdità: su 450 lavori si arriva a 50. Sì, solo circa l’11% passa il fatidico taglio, come se fossimo a Hollywood o chissà dove. Ma attenzione, non sono scelte casuali, dietro c’è un criterio tanto rigoroso quanto misterioso – quasi una setta segreta di intenditori cinematografici che respinge con snobismo le opere “meno ispirate”.
E che dire dei tre concorsi? Una trinità sacra delle arti visive moderna: lungometraggi, documentari e corti. Perché mica ci si può accontentare, no? Ogni categoria serve ad aumentare la gloria di qualche regista esordiente, o semplicemente a sprecare premi con titoli che probabilmente spariranno nel nulla più totale dopo la cerimonia di chiusura.
Premi e Riconoscimenti: La Mascherata del Valore
Ovviamente non potevano mancare i premi. Perché ogni manifestazione che si rispetti deve garantire una buona dose di autocompiacimento a chi partecipa, facendo sentire ogni regista un genio incompiuto e ogni attore la prossima stella nascente. L’illusione, insomma, di avere davvero lasciato un segno indelebile nella storia del cinema – peccato che, a guardare la realtà, questi riconoscimenti siano spesso solo un modo elegante per dire “grazie per essere venuti”.
E mentre la macchina del glamour si mette in moto, possiamo solo chiederci: alla fine di tutto, resterà davvero qualcosa di memorabile di questa corsa al premio? Oppure il nuovo ospite d’onore, Josè Goenaga, tornerà in Spagna con in valigia qualche applauso, ma senza neanche un film che il grande pubblico si ricorderà fra sei mesi?
Ma alla fine, cosa importa? Tanto la rassegna cinematografica esiste per questo: per farci sentire partecipi di qualcosa di importante, anche se sappiamo benissimo che il vero valore si perde nei meandri di lungometraggi incomprensibili e documentari che sembrano fatti più per autocertificare nobili intenti che per intrattenere davvero. Benvenuti al grande show del cinema d’élite, dove il gioco è serio ma lo spettacolo spesso… non così tanto.



