Iran in fiamme e gli Usa con Israele fanno i pompiere: cronaca di un disastro annunciato

Iran in fiamme e gli Usa con Israele fanno i pompiere: cronaca di un disastro annunciato

Riecco la solita sinfonia da primo atto di guerra nello Stretto di Hormuz. L’agenzia iraniana Tasnim ha annunciato con orgoglio che ben tre cacciatorpediniere statunitensi sono stati bersagliati da missili e droni, come se fosse la cosa più normale del mondo. Naturalmente, come da copione, gli Stati Uniti hanno reagito colpendo obiettivi militari iraniani, dando così un nuovo capitolo a questa infinita telenovela bellica. Nel frattempo, Teheran si affanna ad accusare gli americani di aver “violato il cessate il fuoco”: peccato che le violazioni reciproche sembrano una festa di famiglia. Nel frattempo, Donald Trump si premura di minacciare, con la delicatezza di un elefante in una cristalleria, che colpirà l’Iran “più forte” se l’accordo non arriverà “in fretta”. Una diplomaticità da premio Nobel, insomma.

L’Unifil ha poi puntualmente segnalato la caduta di un razzo all’interno della base di Shama, quartier generale del contingente italiano, senza causare feriti – almeno questa è la buona notizia. Antonio Tajani, il nostro illuminato ministro degli Esteri, ha trovato immediatamente un colpevole: “quel razzo era nelle mani di Hezbollah”. Curioso come ogni volta la colpa sia sempre di qualcun altro, chissà se un giorno la colpa cadrà sulle proprie spalle. Nel frattempo, l’Iran decide se rispondere o meno al memorandum in 14 punti proposto dagli Stati Uniti per porre fine a questa commedia in fase infinita. Il pubblico… aspetta.

Le minacce di Trump: la solita solfa con toni da film d’azione

Donald Trump ha voluto ribadire, con tutta la delicatezza di cui è capace, che “colpirà l’Iran più forte se non firmerà un accordo in fretta”. Una frase che suona come un disco rotto, ma hey, almeno è sempre coerente nel suo modo diretto e spavaldo.

“In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro Accordo, e in fretta.”

La passeggiata delle navi americane: nessun ferito, ma tanto rumore

Il presidente degli Stati Uniti ha anche annunciato che le tre navi hanno sgambettato attraverso lo Stretto di Hormuz “senza vittime”, nonostante le esplosioni e gli spari che, a quanto pare, sono stati solo un piccolo fastidio. Trump ha quindi accusato la Repubblica Islamica di un tentativo di attacco che, evidentemente, è fallito miseramente, visto che le “unità” americane sono sopravvissute al passaggio intatte. Un film d’azione a basso budget, insomma.

“Tre cacciatorpediniere hanno completato il transito attraverso lo Stretto di Hormuz senza vittime,” ha detto con sguardo fiero il presidente.