Francia favorita per il Mondiale perché nessuno osa dire il contrario

Francia favorita per il Mondiale perché nessuno osa dire il contrario

France sembra essere la candidata perfetta a portare a casa la FIFA World Cup di quest’anno in Nord America, almeno secondo un sondaggio della Bank of America. Ovviamente, questo non può bastare a stroncare l’infallibile giudizio dell’intelligenza artificiale di Microsoft, che preferisce puntare su un altro trionfatore. Dopotutto, cosa sarebbe un mondiale senza qualche incongruenza pre-partita?

Circa il 40% dei tifosi intervistati dalla BofA punta sul bis trionfale dei Les Bleus, con il solito fuoriclasse Kylian Mbappé, stella del Real Madrid, promosso a favorito per la “scarpa d’oro”, ossia il miglior marcatore del torneo. Tuttavia, la fredda logica dell’AI getta acqua sul fuoco glorioso francese, suggerendo che anche la “roja” spagnola abbia ottime possibilità di sollevare il trofeo.

Per una volta, noi umani guardiamo già alla luna dall’alto di un mondiale che si preannuncia colossale: la prima edizione ospitata congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico. Un megashow sportivo con ben 6,5 milioni di spettatori attesi, sparsi su 104 partite in 16 città. Il tutto condito da numeri da capogiro: $80 miliardi di produzione economica globale, quasi $41 miliardi aggiunti al PIL mondiale e un esercito di oltre 800.000 posti di lavoro sostenuti. Tutte cifre che fanno impallidire i vecchi record, secondo uno studio FIFA-WTO, perché mica si gioca solo per amore del gioco, vero?

Il fischio d’inizio è previsto per l’11 giugno, con una partecipazione record di 48 squadre, compresi i mai visti ai mondiali finora Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan. Un’orgia calcistica globale, da consumare tutta d’un fiato… o quasi.

Paga e gioca: il premio non è più una sciocchezza

Nel frattempo, le squadre in gara si stanno già preparando a spartirsi un bottino che fa girare la testa: $871 milioni di montepremi. E niente paura, ogni squadra avrà almeno 12,5 milioni di dollari da portare a casa. Un bello sforzo da parte della FIFA che ha deciso di alzare anche i fondi per la preparazione e le qualificazioni, perché viaggiare, allenarsi e, come si dice in gergo, “far squadra” non è gratis, soprattutto per quei piccoli team che non hanno la così brillante infrastruttura delle superpotenze calcistiche.

Per fare i conti: i versamenti per la preparazione passano da 1,5 a 2,5 milioni, mentre quelli per la qualificazione salgono da 9 a 10 milioni. Insomma, più soldi per tutti, o forse solo più soldi da spendere. Un modo elegante per mantenere quel fragile equilibrio tra prosperità calcistica e debiti stellari.

Biglietti: quando il calcio diventa un lusso per pochi

Tutto bellissimo, ma intanto il vero spettacolo è la controversia che ruota attorno al nuovo sistema di prezzo “dinamico” dei biglietti. Una novità che, almeno su carta, doveva rendere le cose più eque e intelligenti. In realtà, si è trasformata in un’accanita lotta ai prezzi esorbitanti.

Si va da prezzi “contenuti” di $380 per una partita di gruppo tra squadre quasi sconosciute come Curaçao e Côte d’Ivoire a Philadelphia, fino a cifre scandalose: $4,105 per un posto di cat. 1 in uno scontro clou tra USA e Paraguay a Los Angeles. Se vi è sembrato molto, preparatevi: su una piattaforma ufficiale di rivendita la cifra di un singolo biglietto ha raggiunto incredibilmente $11,5 milioni. Un’asta senza limiti, a quanto pare.

Gianni Infantino, il presidente della FIFA, provò a giustificarsi raccontando di aver ricevuto 508 milioni di richieste per soli sette milioni di biglietti disponibili. Insomma, una domanda da capogiro per una offerta minore, come in ogni speculazione che si rispetti.

Ricardo Fort, fondatore di una società di consulenza sportiva, non è certo sorpreso: “Il prezzo dei biglietti è sempre un tema delicato in eventi di questa scala. Ci saranno sempre segmenti di tifosi che si sentiranno esclusi, soprattutto per le partite più prestigiose”. Tradotto: se vuoi il VIP, devi pagare il VIP. E se non puoi, meglio guardare la partita dal divano e sognare… o magari riprovare la prossima volta, se avrai fortuna.