A Cologno Monzese, quella gemma milanese che non smette mai di stupire, è finalmente spuntata una nuova area di sosta tra via Monte Rosa e via Sormani. Un luogo dove, udite udite, si possono parcheggiare ben 103 auto, come se risolvere il drammatico problema dei parcheggi fosse faccenda da un giorno all’altro. E non manca nemmeno quel tocco di filantropia urbana: quattro posti sono dedicati alle persone con disabilità, perché si sa che la beneficenza fa sempre scena, e quattro colonnine per ricaricare le auto elettriche, perché nulla dice “sostenibilità” come parcheggiare un’automobile che consuma più corrente di un condizionatore acceso tutto l’anno.
Ci sono persino otto posti dedicati non alle auto, ma a motocicli e biciclette, che forse qualcuno in questa città cerca ancora di usare per spostarsi senza strozzare il portafoglio o l’ambiente.
Tecnologia e drenaggio urbano: ovvero come fare i compiti per bene
Il progetto, accolto con entusiasmo da chi ama il suono del cemento armato e delle strade rifatte, ha previsto un rifacimento completo del sottofondo stradale con una pavimentazione in calcestruzzo drenante. Tradotto in termini semplici: si assicura che l’acqua, anziché invadere il quartiere come al solito, venga gentilmente condotta via da un sistema di raccolta apposito. Un piccolo capolavoro di ingegneria, tanto per ridurre quell’impatto ambientale che ormai si cita in ogni discorso, anche quando è più decorativo che sostanziale.
Non manca il potenziamento dei sottoservizi (che secoli fa erano nati per altre esigenze) e una maggiore illuminazione pubblica, ideale per dare un senso di maggiore sicurezza a chi parcheggia dopo il tramonto e magari si dimentica del proprio veicolo nel cuore della notte.
Accessibilità e verde urbano: la solita politica dell’apparenza
Il comune, con quella faccia tosta che gli è tipica, racconta di aver inserito attraversamenti pedonali accessibili e ripristinato i vecchi percorsi come se non fosse che il minimo indispensabile. Per il verde, non sia mai che si tocchi qualcosa che già c’è: gli alberi presenti sono stati conservati, come fosse un grande pregio, e nelle prossime settimane verranno piantate nuove essenze, chissà se fatte crescere dalla pioggia o da chissà quale magia silvestre.
Secondo l’assessora ai Lavori Pubblici, Loredana Verzino, questa meraviglia dell’urbanistica “garantisce standard di qualità superiori rispetto a un semplice parcheggio tradizionale”. E come non crederle? In fondo, aggiungere qualche colonnina elettrica e qualche pianta fresca è il minimo per sentirsi ambientalisti nella città che, a suo modo, prova a sostenere il mito dell’ecologia urbana.
Il mirabolante piano della mobilità locale
Piccola perla finale: tutto questo sforzo di via Monte Rosa non nasce dal nulla, ma fa parte di una strategia urbanistica molto più ampia – parola di amministrazione – che punta a riorganizzare la mobilità cittadina. D’altronde, in anni passati erano già stati rifatti parcheggi in via della Resistenza e via De Gasperi, perché si sa, se c’è un filo conduttore in tutta questa storia, è che a Cologno Monzese c’è tanto bisogno di posti macchina per dimenticare che nessuno coltiva davvero un piano di mobilità fatto come si deve.
L’obiettivo dichiarato è chiaro quanto utopico: potenziare l’offerta di sosta pubblica e mettere un po’ d’ordine negli spazi urbani attorno al centro cittadino, come se bastasse un parcheggio in più per trasformare una città in una capitale del futuro. Ma si sa, con buon gusto e tanti parcheggi… anche il traffico ringrazia, o almeno, pare.



